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Anno

Squadra

Serie PT RT
1923-24 Juv. Enea IV 14 11
1924-25 Savoia Fiume IV 14 11
1925-26 Gloria Fiume 2°D 15 10
1926-27 Fiorentina DN 14 11
1927-28 Fiumana
1°D
16 16
1928-29 Roma
DN
30 24
1929-30 Roma
A
31 21
1930-31 Roma
A
33 20
1931-32 Roma
A
33 17
1932-33 Roma
A
30 12
1933-34 Pisa
1°D
30 16
1934-35 Triestina
A
6 1
1935-36 Fiumana
C
22 17
1936-37 Fiumana
C
24 13
1937-38 Fiumana
C
29 11
1938-39 Fiumana
C
17 7
1939-40 Fiumana
C
25 13
1940-41 Fiumana
C
23 13
1941-42 Fiumana
B
5 -
1942-43 Inattivo
1945-46 Romsa
CM
2 -
1946-47 Proleter Fiume
1947-48 Proleter Fiume
1948-49 Montevarchi
Prom
14 5
Dati anagrafici
Cognome Volk Nome Rodolfo
Nato a Pola (Yugoslavia) Data 19/11/1904
Altezza ND Peso ND
Esordio 6/10/29, Roma-Alessandria 3-1 Ruolo Centravanti
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

E' il primo grande cannoniere della storia romanista. Si rivela nella Fiorentina, ove gioca durante il servizio militare col nome di Bolteni. Dopo la conferma nella Fiumana, la Roma ingaggia un duello col Napoli per avere lui e il suo gemello, l'interno Mialich, col quale forma una grandissima coppia. La contesa tra le due squadre, viene infine risolta dalla Federazione, che assegna salomonicamente Volk alla Roma e Mialich al Napoli. Ai suoi esordi, desta una certa perplessità per lo strano modo di giocare. Il fiumano, infatti, gioca spalle alla porta e molti ritengono che in tal modo favorisca i difensori. Poi, però, col tempo diventa chiaro il motivo di quell'atteggiamento: Volk, appena prende la palla, si gira con una rapidità inaspettata in un atleta della sua possente mole e spara delle vere e proprie cannonate che sembrano telecomandate verso la porta avversaria. In questo modo, le reti cominciano ad affluire copiosamente, facendo le fortune della Roma testaccina che, proprio grazie alle reti del suo terminale offensivo, comincia a scalare vorticosamente i vertici del calcio nazionale. La tifoseria giallorossa impazzisce letteralmente per lui, il "mago pe' segna'" della Canzone di Testaccio, l'uomo della prima rete segnata in un derby tra Roma e Lazio. Non riesce però mai ad indossare la maglia azzurra della Nazionale maggiore, chiuso da fenomeni come Schiavio e Meazza. Purtroppo, non è molto dotato dal punto di vista tecnico e questa lacuna condizionerà non poco il prosieguo della sua carriera. Appena la sua potenza scema, infatti, anche le reti cominciano a diradarsi e la Roma, una volta arrivato Guaita, decide di cederlo al Pisa, nel torneo cadetto, ove riprende a segnare con buona puntualità. Un breve ritorno nella massima serie, con la maglia della Triestina e poi il ritorno alle origini, alla Fiumana, ove chiude la sua carriera.

 
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