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Anno

Squadra

Serie PT RT
1928-29 Fiumana
DN
10
-
1929-30 Juventus
A
2
-
1930-31 Juventus
A
6
-
1931-32 Juventus
A
12
1
1932-33 Juventus
A
15
3
1933-34 Juventus
A
25
8
1934-35 Juventus
A
16
5
1935-36 Juventus
A
25
6
1936-37 Juventus
A
25
-
1937-38 Juventus
A
23
6
1938-39 Juventus
A
25
1
1939-40 Juventus
A
29
3
1940-41 Juventus
A
26
-
1941-42 Juventus
A
17
2
1942-43 Juventus
A
30
-
1944 Juventus
A
23
1
1945-46 Juventus
A
40
-
1946-47 Juventus
A
36
-
Dati anagrafici
Cognome Varglien Nome Giovanni
Nato a Fiume (Yugoslavia) Data 16/05/1911
Altezza ND Peso ND
Esordio 29/5/30, Juve-Triestina 0-1 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 3
 -
15/11/1936
Germania-Italia 2-2

 

E' un vero e proprio guerriero, uno di quei giocatori per i quali la partita finisce solo al triplice fischio arbitrale. Cresciuto nella Fiumana, nell'estate del 1929 raggiunge Torino, ingaggiato dalla Juventus. E' ancora giovanissimo e nei primi due anni non gioca molto, anche perchè la concorrenza è di altissimo livello. Poi, a poco a poco, si ritaglia il suo spazio che riesce ad accrescere di anno in anno. Non è solo bravo a spezzare le trame di gioco avversarie, ma una volta carpito il pallone al diretto avversario partecipa alla costruzione della manovra e si spinge in avanti, cercando di carpire il momento giusto per inserirsi. Il suo punto di forza è l'agonismo, che lo porta spesso ad esagerare, soprattutto quando si ritrova di fronte Gisto Gasperi, il terzino bolognese che non ha nulla da invidiare sotto questo aspetto. Le loro battaglie, sono uno spettacolo nello spettacolo e quando si incrociano si può essere certi che uno dei due, o entrambi, andranno sotto le docce prime della fine. Gasperi, sa come farlo arrabbiare e ogni volta che può, gli pesta il piede, provocandone la reazione. Quando il giochetto comincia a diventare noto, per lui sorgono problemi, visto che è un tipo fumantino. Per fortuna, riesce a darsi una calmata con la maturità e in questo modo il suo contributo alle fortune della Juventus, diventa molto rilevante. Riesce anche ad esordire in azzurro, nel 1936 in una partita rimasta famosa per l'infortunio a Serantoni, il quale rimane in campo nonostante una frattura ad un piede. Giocherà solo tre partite in Nazionale, ma non perchè non sia forte, bensì per la grande concorrenza nel suo ruolo in un calcio, quello italiano, che in quel periodo sforna campioni senza sosta. Quando arriva la guerra, anche lui è costretto a lasciare due anni, anche se rimane in attività nel torneo di guerra, che gli consente di farsi trovare pronto alla ripresa. Ormai, però, la sua carriera è agli sgoccioli. Gioca ancora due anni, prima di decidere il ritiro nonostante l'ancora apprezzabile rendimento, con l'evidente intento di non dientare patetico.  

 
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