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Anno

Squadra

Serie PT RT
1956 Palmeiras
1956-57 Lazio A 19 9
1957-58 Lazio A 25 7
1958-59 Lazio A 33 14
1959-60 Lazio A 15 2
1960-61 Marzotto B 23 -
1955-56 Marzotto B 28 -
1956-57 Vicenza A 5 -
1957-58 Milan A 6 1
1958-59 Milan A 11 4
1959-60 Atalanta A 4 -
Dati anagrafici
Cognome Tozzi Nome Humberto
Nato a San Cristoforo (Brasile) Data 04/02/1934
Altezza 1,74 Peso 75
Esordio 18/12/56, Milan-Lazio 3-2 Ruolo Attaccante
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Arriva nel 1956, dopo una trattativa intessuta da Vaselli, accompagnato da grandi referenze. In Brasile è considerato un fuoriclasse e ha già esordito con la Selecao, dopo essersi affermato nel Palmeiras. Quello che le referenze non rivelano è la sua attitudine a divertirsi fuori dal campo, l'incapacità di mantenere una vita da atleta che gli consenta di rendere al meglio sul prato verde. E nella Roma della Dolce Vita, diventa una zavorra non da poco. La dirigenza decide di farlo controllare, ma lui è furbo e riesce ad evadere sempre dalle attenzioni dei suoi controllori, con la complicità del suo compare di scorribande Lovati. A volte si presenta all'allenamento mattutino senza neanche aver dormito nel proprio letto. Sul campo non si risparmia e svela presto doti da campione, ma gli manca continuità. Corre, lotta, svaria su tutto il fronte d'attacco alla ricerca della rete, ma a volte si perde per un nulla. Non ci fosse la vita privata ad influire sul suo rendimento, sarebbe un vero fuoriclasse. Anche così, però, riesce a farsi amare dalla tifoseria laziale. Ad un certo punto, entra però in rotta con la dirigenza. Il deficit societario è ormai diventato una voragine e la Lazio è costretta a cedere Selmosson alla Roma, innescando una vera e propria rivolta. Il tutto avviene proprio mentre la squadra sta per vincere il primo alloro della sua storia, la Coppa Italia. Mentre i tifosi protestano, in maniera anche violenta, Tozzi trascina i compagni nella finalissima dell'Olimpico contro la Fiorentina. Serve però a poco e di lì a poco toccherà anche a lui essere ceduto per cercare di porre riparo alle follie di Tessarolo e Vaselli. Sarà la Lazio a pagare il conto, nella maniera più salata, con la prima retrocessione della sua storia, un declassamento che ha la sua origine nel progressivo depauperamento dell'organico.

 

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