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Anno

Squadra

Serie PT RT
1925-26 Udinese
1°D
4
2
1926-27 Udinese
1°D
14
4
1927-28 Udinese
1°D
8
1
1928-29 Lazio
DN
29
13
1929-30 Lazio
A
21
9
1930-31 Lazio
A
14
4
1931-32 Lazio
A
8
1
1932-33 Padova
A
20
9
1933-34 Padova
A
33
9
1934-35 Bologna
A
12
4
1935-36 Sampierdarenese
A
16
-
1936-37 Sampierdarenese
A
19
5
1937-38 Liguria
A
15
1
1938-39 Liguria
A
16
1
1939-40 Udinese
B
26
5
1940-41 Udinese
B
21
2
1941-42 Udinese
B
13
-
Dati anagrafici
Cognome Spivach Nome Aldo
Nato a Udine Data 15/01/1909
Altezza ND Peso ND
Esordio 6/10/29, Lazio-Bologna 3-0 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Il suo apprendistato avviene nell'Udinese, la squadra della cittā in cui č nato. E' una grande e precoce promessa, tanto da esordire nella massima serie, la allora Divisione Nazionale ad appena quindici anni. Nell'estate del 1928 viene acquistato dalla Lazio, per 23.000 lire e nella societā capitolina conferma di essere un ottimo attaccante, capace di finalizzare al meglio la manovra della squadra, ma anche di partecipare alla stessa con buona proprietā di palleggio. Anche Pozzo si accorge della sua bravura e lo convoca in azzurro, ma la sfortuna č in agguato e Spivach si rompe una gamba. La convalescenza č lunga e accidentata, tanto che la Lazio decide di disfarsi di lui, spedendolo a Padova, ove riprende a giocare alla grande, segnando diciotto reti in due anni di massima serie, che in una provinciale, dedita soprattutto a difendersi, č un bottino niente male. Riesce a trovare posto nella Nazionale B e sembra che ancora una volta possa entrare nell'orbita di quella maggiore, tanto da risolvere la gara contro l'Ungheria con una doppietta personale. Non ci riesce, ma solo perchč la concorrenza č troppo forte, e a lui non rimane che continuare a giocare, bene. Poi, nel finale della stagione 1933-34, si becca un calcio in testa da Pasolini, in una partita con la Roma e rimane in coma per quindici giorni. Si riprende e trova la gradita sorpresa del trasferimento a Bologna, ove va a fare la riserva di "Anzlein" Schiavio. Lo fa bene e si fa trovare preparato ogni volta che serve e alla fine della stagione in dodici gare di campionato segna quattro volte. Inoltre, arricchisce la sua stagione con la doppietta segnata nella finale di Mitropa Cup, vinta dallo "Squadrone che tremare il mondo fa". E' il suo ultimo acuto. Ceduto alla Sampierdarenese, smarrisce all'improvviso la via della rete e per oltre un anno, non trova la porta. A poco a poco il suo raggio di azione arretra e diventa un interno di attacco. Nell'estate del 1939, riprende la strada di casa e va a chiudere una carriera che poteva avere ben altro esito.

 

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