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E' uno specialista di
fughe, ma non solo sulla fascia. Di lui si ha notizia
già nel 1938, quando sul "Calcio Illustrato" compare la
curiosa notizia relativa al fatto che emissari del Sete
sono stati costretti a recarsi in Yugoslavia per cercare
di riportarlo in Costa Azzurra, dopo una sua inopinata
fuga a casa. Missione che probabilmente fallisce, visto
che nella successiva stagione, Sipos gioca a Zagabria.
E' un ala dalla statura non eccessiva, ma dalla lunga
falcata. Quando prende palla si ingobbisce e la protegge
come meglio non si potrebbe. Gioca sia con la nazionale
yugoslava che con quella ungherese ed è considerato in
entrambi i paesi una delle migliori ali destre di ogni
epoca. Veloce, dotato di tecnica sopraffina e inventiva,
milita in diverse squadre, ma è soprattutto col
Ferencvaros che costruisce la sua fama. In Italia,
arriva ormai bollito ed è un vero peccato, in quanto nei
suoi anni migliori sarebbe stato un ottimo acquisto.
Ormai, però, è entrato nell'ultima parte della carriera,
quella in cui si cominciano a mettere da parte i soldi
in vista della vecchiaia. Gioca solo nove gare,
mostrando qualche sprazzo dell'antica classe, per poi
andarsene nelle serie minori a raccattare tutto il
possibile prima dell'addio. |