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Anno

Squadra

Serie PT RT
1928-29 Ambrosiana
DN
6
2
1929-30 Ambrosiana
A
31
16
1930-31 Ambrosiana
A
31
11
1931-32 Ambrosiana
A
25
9
1932-33 Ambrosiana
A
32
8
1933-34 Ambrosiana
A
27
9
1934-35 Juventus
A
15
5
1935-36 Juventus
A
20
2
1936-37 Roma
A
23
3
1937-38 Roma
A
22
2
1938-39 Roma
A
18
2
1939-40 Roma
A
10
-
Dati anagrafici
Cognome Serantoni Nome Pietro
Nato a Venezia Data 11/12/1906
Altezza 1,70 Peso 70
Esordio 6/10/29, Livorno-A.Inter 1-2 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 17
 -
12/02/1933
Belgio-Italia 2-3

 

E' noto come l'interno d'acciaio. Cresciuto in una famiglia poverissima di Venezia, disciplina ferrea e grande forza di volontà diventano presto pane quotidiano per lui. La sua formazione calcistica, avviene in una squadretta di Milano, la Minerva, mentre fa il militare. Il suo modo di giocare, contraddistinto dall'intensità, lo fa notare dagli osservatori dell'Ambrosiana, che rimangono colpiti dal suo modo di affrontare l'avversario e dal suo moto perpetuo. Il suo cartellino viene perciò acquisito dalla società nerazzurra ove ben presto finisce sotto l'ala protettiva di Peppino Meazza. Interno dotato di discreta tecnica, ha le sue armi migliori in una potenza atletica e fisica difficili da immaginare in un giocatore della sua taglia: è alto appena 1,70, ma a compensare la ridotta corporatura, ci sono un tronco possente e delle gambe che sono un vero e proprio fascio di muscoli. Ma la La cosa che risalta maggiormente nel suo gioco è la grande intensità e la dedizione alla causa comune. Per lui il calcio è veramente un gioco di squadra e non si tira mai indietro in caso di difficoltà dei suoi compagni. Quando vede qualcuno in difficoltà, non esita ad andare in suo soccorso. Sono proprio queste le doti che piacciono al Commissario Tecnico della Nazionale Vittorio Pozzo, il quale non tarda a chiamarlo a vestire la maglia azzurra. Serantoni è uno dei Leoni di Highbury, ma, soprattutto fornisce una incredibile performance durante una partita del 1936 in Germania quando, fratturatosi l'alluce del piede e nonostante l'atroce dolore, rimane in campo mentre Pozzo, ai bordi del campo, gli scandisce i minuti che passano con inesorabile lentezza. Il medico tedesco, che lo visita a fine gara, arriva ad affermare che se non vedesse la frattura, non crederebbe ai suoi occhi, visto quanto è stato capace di fare. Con la sua forza di volontà ha del resto superato anche l'infortunio al menisco occorsogli al primo anno di Juventus (un infortunio che a quei tempi può significare l'addio all'agonismo a causa di tecniche operatorie ancora empiriche) e dopo essere rientrato, viene acquistato dalla Roma. E non può essere che così, visto che Serantoni incarna alla perfezione lo spirito di Testaccio. Con la Roma diventa campione del mondo in terra di Francia e termina una grande carriera, fatta di tenacia e sudore, diventando uno dei beniamini del pubblico giallorosso, sempre pronto ad osannare chi dedica sé stesso alla causa.

 
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