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Anno

Squadra

Serie PT RT
1936-37 Modena B 16 8
1937-38 Modena B 29 12
1938-39 Modena A 24 5
1939-40 Modena A 24 10
1940-41 Modena B 32 24
1941-42 Juventus A 30 7
1942-43 Juventus A 30 19
1944 Juventus B 23 11
1945-46 Juventus A 36 13
1946-47 Juventus A 25 4
1947-48 Juventus A 34 7
1948-49 Juventus A 32 1
1949-50 Lazio A 36 3
1950-51 Lazio A 28 4
1951-52 Lazio A 11 2
1952-53 Torino A 30 7
1953-54 Torino A 14 2
1954-55 Torino A 28 1
1955-56 Torino A 16 3
1956-57 Modena B 11 -
Dati anagrafici
Cognome Sentimenti III Nome Vittorio
Nato a Bomporto (Modena) Data 18/08/1918
Altezza ND Peso ND
Esordio 18/9/38, Modena-Liguria 2-3 Ruolo Jolly
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

E' il terzo rampollo di una delle più famose dinastie calcistiche degli anni a cavallo della guerra. Comincia la sua carriera nel Modena, facendo subito vedere doti non comuni. Interno discretamente dotato dal punto di vista tecnico, ha una grande capacità di saper giostrare sia in fase offensiva che in ripiegamento. Inoltre dispone di un tiro mortifero, che gli consente di collezionare molte reti. Ma la sua vera caratteristica, che ne fa un vero leader, è la grinta che riesce a trasmettere ai compagni di squadra. Quando vede che sono in difficoltà decuplica i suoi sforzi e il suo esempio funge quasi come una scossa elettrica che si propaga al resto della squadra. La Juventus, che sta cercando di ricostruire una squadra all'altezza di quella che all'inizio degli anni '30 ha vinto cinque scudetti di fila, si accorge di lui e lo veste di bianconero, insieme al fratello Lucidio. Rimane nel capoluogo sabaudo per ben sette anni, ripagnado ampiamente l'investimento. Poi, in maniera abbastanza incredibile, i fratelli vengono valutati ormai alla frutta e sbolognati alla Lazio. Che fa un grande affare. I due diventano assi portanti della squadra che riesce ad inserirsi nella parte alta della classifica all'inizio degli anni '50, grazie ad una incredibile difesa che viene definita di ferro. Di quella squadra, proprio Vittorio è il leader incontrastato. E' il primo a gettarsi all'assalto e l'ultimo ad arrendersi quando la gara si mette male. Ancora una volta, però, è l'età a condannarlo. Quando Zenobi gli comunica la decisione di cederlo al Torino, scoppia a piangere a ridotto. A Roma si è ormai integrato alla perfezione e la sua casa dell'Eur, è praticamente un museo alla lazialità. Purtroppo il presidente non torna indietro e fa male, poichè negli anni a venire uno come lui farebbe molto comodo.

 

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