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Anno

Squadra

Serie PT RT
1960-61 FC Koln A 28 -
1961-62 FC Koln A 30 6
1962-63 FC Koln A 26 2
1963-64 Mantova
A
33
2
1964-65 Roma
A
29
1
1965-66 Milan
A
25
-
1966-67 Milan
A
28
-
1967-68 Milan
A
27
-
1968-69 Milan
A
20
-
1969-70 Milan
A
26
-
1970-71 Milan
A
29
-
1971-72 Milan
A
26
-
1972-73 Milan
A
28
-
1973-74 Milan A 13 -
1974-75 TB Berlin
A
19
-
Dati anagrafici
Cognome Schnellinger Nome Karl Heinz
Nato a Duren (Germania) Data 31/03/1939
Altezza 1,80 Peso 79
Esordio 15/9/63, Mantova-Milan 1-4 Ruolo Libero
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

La Roma degli anni '60, è un caso clamoroso di come non si dovrebbe gestire una società di calcio. I tanti errori che costellano la vita dirigenziale della società giallorossa nel corso di quel decennio, infatti, aprono la strada alla famosa Rometta irrisa da osservatori e tifoserie avversarie, squadra simpatia, ma praticamente inoffensiva, portata verso il basso da una serie di scelte al limite dell'incredibile. Una di queste riguarda proprio Schellinger. Il quale, viene scovato a Colonia, ove si è già rivelato come grandissimo difensore e acquistato, per poi essere girato al Mantova nell'ambito dell'operazione che porta Angel Benedicto Sormani nella capitale. Terzino di grande rendimento, nella città virgiliana conferma in pieno tutte le sue referenze e fa vedere di essere difensore di grande spessore. Le relazioni che arrivano dalla Lombardia, convincono la dirigenza romanista a prendere in considerazione il suo arrivo nella Capitale, come del resto avviene quando, dopo un anno, viene chiamato ad indossare la maglia giallorossa. Anche a Roma assolve al suo compito con la solita bravura e puntigliosità di stampo teutonico e, purtroppo, se ne accorgono i dirigenti del Milan che conoscono e approfittano delle difficoltà finanziarie in cui si dibatte la società giallorossa per portarlo in Lombardia. La Roma, dopo il fiume di soldi buttati per Angelillo e Sormani, ha bisogno di liquidità, tanto da arrivare ad inscenare la famosa Colletta del Sistina, uno degli episodi più farseschi della sua storia. E di conseguenza, entra nell'ottica di cedere Schnellinger. Il quale, nel Milan di Rocco e di Rivera, diventa presto un punto di forza, prima come terzino e poi come libero. Nel catenaccio del Paron, le sue doti in chiusura ed in anticipo, trovano il loro naturale scenario e consentono alla squadra di contare su solide fondamenta difensive che sono alla base dei successi di quel periodo rossonero. E, per rendere ancora più amare le riflessioni della tifoseria romanista, con lui, c'è un altro ex giallorosso, il portiere Cudicini, a rendere quasi imperforabile quella difesa. Il fortino costruito dal Paron, resiste agli assalti più svariati, prodotti dagli avversari sia in Italia che all'estero e consente a Rivera e Prati di colpire a ripetizione in contropiede, portando il Milan sul tetto del mondo. Partecipa anche ai mondiali del Messico con la Germania e proprio contro l'Italia segna la rete del pareggio che dischiude le porte dei supplementari e fece di quella partita il match del secolo. I tifosi italiani, comunque, non gli faranno mai sentire disapprovazione per quella rete che segna, almeno parzialmente, la successiva finale col Brasile, costringendo l'Italia a fare gli straordinari e a pagarli con la Selecao. Schnellinger, infatti, è un giocatore che fa della professionalità e della correttezza i suoi marchi di fabbrica, un vero modello per tutti. Gioca col Milan sino al 1974, quando l'implacabile avanzata dell'età lo consiglia a tornare nella sua Germania, a chiudere una carriera ricca di gloria.  

 

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