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SERIE A 1963-64

E' l'anno in cui il Bologna vince il suo sesto ed ultimo scudetto
. Lo squadrone che tremare il mondo fa, riesce a superare la concorrenza dell'Inter in un anno in cui succede di tutto. Lo scandalo del doping, infatti, si trascina per settimane e porta infine le due grandi rivali allo spareggio di Roma, che viene vinto dai rossoblù di Bernardini. E' il capolavoro che segna il punto più alto di una grandissima carriera, per il Dottore.

La classifica. La graduatoria completa del campionato 1963-64 e le cifre complete di tutte le squadre partecipanti.
I tabellini. Tutte le partite disputate nel corso dell'annata. Schede complete di date, squadre, arbitri e marcatori di tutto il campionato 1963-64.
La classifica dei marcatori. La graduatoria dei cannonieri del campionato 1963-64 e i principali frombolieri dell'annata.

E' un anno contrassegnato dalle polemiche, il 1963-64. Proprio nel bel mezzo del duello serrato tra Inter e Bologna, sul campionato si abbatte il macigno dello scandalo doping. Cinque giocatori del Bologna, infatti, vengono trovati positivi all'esame del 4 marzo 1963. Da quel momento, l'Italia calcistica si divide in due fazioni, fieramente contrapposte. Dopo una prima condanna, i felsinei vedono riconosciuta la loro innocenza e riescono ad appaiare l'Inter in testa alla classifica. Il duello che le due squadre ingaggiano sino all'ultima giornata, non riesce però a designare un vincitore. E' perciò necessario lo spareggio, l'unico nella storia del nostro massimo campionato, per decidere l'assegnazione del titolo. E qui, Bernardini termina il suo capolavoro, portando la squadra a rifinire la preparazione ad Ostia, per meglio assuefare i giocatori al caldo canicolare dell'Olimpico. E infatti, a Roma, il 7 giugno del 1964, Bulgarelli e compagni, proprio sul finire della partita, riescono a battere gli uomini di Herrera, regalando il sesto scudetto alla città emiliana. Un sesto scudetto, che però non può essere festeggiato da Renato Dall'Ara, l'uomo che insieme a Bernardini ha costruito il grande Bologna che, a detta dello stesso Fuffo, gioca come si fa solo in Paradiso. Dall'Ara, infatti, è morto poche settimane prima durante una riunione in Lega, proprio nel mezzo dell'infuriare delle polemiche. E a noi piace immaginarlo festeggiare proprio nel Paradiso del pallone il titolo dei suoi ragazzi.

Il 1963-64 è l'anno che vede la definitiva consacrazione di Giacomo Bulgarelli. Interno capace di costruire alla meglio il gioco della sua squadra, ma anche di spezzare con eguale efficiacia quello degli avversari, Bulgarelli è il simbolo del grandissimo Bologna costruito da Bernardini e Dall'Ara. Insieme a Rivera e Mazzola, è anche il segno delle prepotente rinascita del nostro calcio a tanti anni dalla tragedia di Superga. Rispetto ai due rivali ambrosiani, ha forse meno tecnica, ma sicuramente più sostanza agonistica e maggior capacità di sapersi adattare alle esigenze dei compagni. L'unico suo torto, antesignano in questo di Francesco Totti, è proprio quello di scegliere di legare la sua carriera ad una squadra meno sponsorizzata dai media di quelle capeggiate da Rivera e Mazzola. E anche la sua carriera in nazionale risentirà di questa circostanza, anche se Bulgarelli riesce a diventare un faro dell'Italia di Edmondo Fabbri, sino alla controversa pagina dei mondiali inglesi, quando proprio il suo infortunio nel corso del match con la Corea del Nord costa all'Italia la scioccante eliminazione da un torneo che dovrebbe segnare la definitiva rinascita del nostro calcio, che comunque è solo rimandata. 

Per quanto concerne la squadra rivelazione è una bella battaglia tra Vicenza e Lazio, Il Vicenza si conferma sui livelli già alti dell'anno precedente, guidato da un Vinicio ancora sugli scudi. Poichè, però, il sesto posto raggiunto dai lanieri quasi non fa più notizia, la palma di squadra sorpresa della stagione va alla Lazio di Juan Carlos Lorenzo. Il tecnico argentino, uno dei più superstiziosi uomini di calcio mai apparsi su un campo di gioco, riesce a supplire alla mancanza di un cannoniere di razza, approntando una squadra arcigna e in grado di adattarsi come un guanto agli avversari. Grazie alle parate di Cei, alla tenuta difensiva di Pagni e Marchesi, alla sagacia tattica di Governato, alla puntuale regia di Landoni e all'estro di Morrone, i biancocelesti riescono a rimanere quasi sempre ai margini della zona salvezza, smentendo i pronostici degli esperti che non davano eccessiva fiducia agli uomini di Lorenzo. Con uno scatto finale, riescono infine a raggiungere un insperato nono posto finale, che viene impreziosito dalle convocazioni in azzurro di Cei e Maraschi. Proprio a stagione appena finita, arriva poi la bomba che insaporisce ancora di più l'eterna rivalità cittadina: la Roma, infatti, dopo un campionato che la ha vista quasi sempre in difficoltà, decide di affidarsi alle stregonerie di Lorenzo per risollevare le proprie sorti!