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SERIE A 1940-41

E' la stagione che segna il classico canto del cigno per il grandissimo Bologna anteguerra. Lo squadrone che tremare il mondo fa, forte ancora una volta dei suoi straordinari oriundi, tra i quali primeggia il fortissimo centromediano Andreolo, vince nuovamente il titolo e inaugura un periodo di astinenza che durerà oltre trenta anni.

La classifica. La graduatoria completa del campionato 1940-41 e le cifre complete di tutte le squadre partecipanti.
I tabellini. Tutte le partite disputate nel corso dell'annata. Schede complete di date, squadre, arbitri e marcatori di tutto il campionato 1940-41.
La classifica dei marcatori. Clicca qui per conoscere la graduatoria dei cannonieri del campionato 1940-41 e i principali frombolieri dell'annata.

Il personaggio dell'anno è Amedeo Amadei detto dai tifosi giallorossi "il fornaretto". Dopo aver stabilito un record di precocità, esordendo in serie A a soli quindici anni e nove mesi grazie ad un provvidenziale ritardo del titolare Provvidente (un argentino rimasto famoso a Roma soprattutto per la esasperante lentezza dei suoi movimenti e per un soprannome che è tutto un programma, Provolone), il giovanissimo frascatano, nella sua prima stagione a tempo pieno, si rivela subito come bomber di razza e dà inizio ad una carriera che lo vedrà sempre su alti livelli. Rapidissimo negli spazi brevi, Amadei diventa ben presto un vero e proprio spauracchio per le difese del nostro massimo campionato, tanto da costringere gli allenatori avversari a studiare delle contromosse particolari per arginarlo. Nonostante una serie di stagioni ad altissimo livello, il frascatano non entrerà mai nelle grazie del Commissario Tecnico della Nazionale, tanto da decidere di emigrare all'Inter per tentare di conquistare a tempo pieno la maglia della Nazionale. Amadei riuscirà nel suo intento, ma la Roma pagherà a caro prezzo la decisione di cederlo, tanto da finire per la prima e unica volta nella sua storia in serie B.

Il torneo 1940-41 vede tra i suoi protagonisti i rappresentanti di un paese, l'Albania, che sino a questo momento non ha certo dato grandi prove di sè in campo calcistico. A far parlare del paese delle aquile sono Reza Lushta, ottimo attaccante della Juventus e Naim Krieziu, ala della Roma. Entrambi svolgeranno un'ottima carriera nell'ambito del nostro calcio e lasceranno un ottimo ricordo nelle tifoserie della penisola, veri e propri antesignani di giocatori come Bogdani e Tare. Lushta diventerà un vero e proprio giramondo, cambiando spesso casacca e lasciando in ogni posto dove gioca un ottimo ricordo di doti calcistiche sicuramente non banali. A sua volta Krieziu vincerà lo scudetto con la Roma nell'anno successivo e rimarrà per molti anni uno dei punti di forza della squadra giallorossa, per poi finire la carriera emanando gli ultimi bagliori della sua classe a Napoli. Il secondo campionato di guerra vede il netto prevalere del Bologna che guida in maniera pressochè ininterrotta il torneo, potendo contare su un nugolo di assi sudamericani che fanno la differenza. E' il caso di "testina d'oro" Hector Puricelli, che vince ancora una volta la classifica dei marcatori, del grande centromediano Andreolo, già laureatosi campione del mondo a Parigi con la Nazionale di Pozzo, e dell'interno Sansone, uno dei migliori uomini di centrocampo dell'epoca in questione. Alla fine della stagione arriva perciò un nuovo titolo che rappresenta un pò il canto del cigno dello squadrone che "tremare il mondo fa", che da questo momento scompare un pò dal calcio d'alto bordo, pur rimanendo sempre a livelli di estremo decoro. Tra le avversarie si fa notare soprattutto l'Ambrosiana del sempre classico Peppino Meazza, che però non riesce mai ad infastidire seriamente i felsinei per la vittoria del titolo, mentre deludono molto squadre attese alla vigilia tra le possibili protagoniste come la Roma e la Juventus. La principale delusione dell'annata è però rappresentata dalla Lazio di Piola che pur avendo un organico non disprezzabile, incappa in una annata completamente negativa al termine della quale riesce a salvarsi soltanto grazie al quoziente reti nei confronti del Novara.

La sorpresa dell'anno è l'Atalanta allenata da Ivo Fiorentini. La squadra orobica, nella quale si fa notare il futuro Commissario Tecnico azzurro Edmondo Fabbri, al suo esordio nella massima divisione, si piazza addirittura nella prima metà della classifica davanti a squadre di maggior esperienza e blasone come Torino, Napoli e Roma, salvandosi con largo anticipo e smentendo i pronostici che la volevano ad inizio campionato in strenua lotta per non retrocedere. Oltre a Fabbri si fanno notare l'interno Cominelli e l'attaccante Gaddoni, i più dotati di un gruppo di giocatori di non straordinario valore che però memorizzano alla perfezione il comandamento fondamentale del calcio italiano, primo non prenderle, a costo di tralasciare il pallone. Una degna anticipazione di quella che sarà chiamata in seguito la regina delle provinciali.