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SERIE A 1939-40

Mentre il resto dell'Europa è ormai in guerra, dopo l'attacco di Hitler alla Polonia, in Italia il calcio continua a proporsi come svago principale e diversivo alle angosce di una situazione oltremodo problematica. Nella lotta serrata tra Bologna e Ambrosiana, la spuntano infine i milanesi vincendo lo scontro diretto dell'ultimo turno.

La classifica. La graduatoria completa del campionato 1939-40 e le cifre complete di tutte le squadre partecipanti.
I tabellini. Tutte le partite disputate nel corso dell'annata. Schede complete di date, squadre, arbitri e marcatori di tutto il campionato 1939-40.
La classifica dei marcatori. Clicca qui per conoscere la graduatoria dei cannonieri del campionato 1939-40 e i principali frombolieri dell'annata.
La classifica della Serie B. La graduatoria completa del campionato cadetto 1937-38 e le cifre complete di tutte le squadre partecipanti.
I tabellini della Serie B. Tutte le partite disputate nel corso dell'annata. Schede complete di date, squadre, arbitri e marcatori di tutto il campionato 1937-38.
La classifica dei marcatori della serie B. Clicca qui per conoscere la graduatoria dei cannonieri del campionato 1937-38 e i principali frombolieri dell'annata.

Il personaggio dell'anno è Aldo Boffi detto dai tifosi del Milan "il bombardiere di Seregno", soprannome più che indicato visto i tempi che vedono l'Europa messa a ferro e fuoco dalla guerra lampo di Hitler. Il forte attaccante rossonero, dopo essersi rivelato nel corso dell'anno precedente vincendo la classifica dei cannonieri insieme al bomber bolognese Hector Puricelli, si conferma alla grande e mette a segno ben 24 reti conquistando di nuovo lo scettro di re del goal, pur avendo alle spalle una squadra di non grandissimo rilievo e soprattutto in vistosa crisi dopo un buon inizio che la vede addirittura chiudere il girone di andata a due soli punti dalla prima in classifica, il Bologna. Il crollo dei rossoneri nella seconda parte della stagione non impedisce comunque a Boffi di continuare ad imperversare nel cuore delle difese avversarie, come dimostra la straordinaria messe di goal che ne costituiscono il bottino finale. Soltanto il Commissario Tecnico della Nazionale Pozzo, sembra non accorgersi della straordinaria prolificità del bomber lombardo, continuando ad ignorarlo o quasi nel corso delle convocazioni azzurre.

Quello del 1939-40 è il primo torneo di guerra ed è praticamente l'unico torneo ancora attivo nei paesi europei dopo lo scoppio della guerra, che non tarderà ad allargarsi per diventare mondiale. L'Italia dopo aver assistito alla prima fase del conflitto ed essersene chiamata temporaneamente fuori, confidando nella rapida risoluzione dello stesso in favore dell'alleato nazista dichiara guerra alla Francia e si posiziona al fianco della Germania, pur sapendo che lo stato di totale impreparazione del nostro esercito comporta rischi fortissimi qualora l'attività bellica dovesse protrarsi a lungo. In questo quadro il calcio assume una valenza del tutto nuova e sicuramente impropria, diventando uno strumento di propaganda del regime, il quale, facendo svolgere il torneo cerca di far intendere agli italiani che sul fronte bellico va tutto bene e che proprio per questo non c'è motivo di fermare la vita normale. Mentre l'Europa vede le armate di Hitler sbaragliare ogni resistenza con una efficienza bellica mai vista prima, il campionato, reso possibile dal distacco dei giocatori sul cosiddetto "fronte interno", vede l'iniziale prevalenza del Bologna campione sul Genoa, che per lunghi tratti sembra la principale avversaria dei felsinei. Nella seconda parte i rossoblù genovesi declinano però vistosamente e sono sostituiti dall'Ambrosiana dei vari Meazza, Locatelli, Campatelli e Ferraris II, che va perciò a proporsi nella fase cruciale come la vera antagonista dello "squadrone che tremare il mondo fa", dando luogo ad un impressionante rush finale che la porta a sorpassare di un solo punto la rivale. E proprio l'ultima giornata offre la grandissima emozione che condensa l'annata calcistica, proponendo lo scontro diretto tra le due grandi antagoniste, che vede l'Inter vittoriosa 2-0, con reti di Candiani e Guarnieri, sopravanzare il Bologna e andare a conquistare un sudatissimo tricolore.

La sorpresa dell'anno è il Novara, allenato da Carlo Rigotti. La squadra piemontese, dopo il sofferto apprendistato dell'anno precedente che la vede evitare di un soffio la retrocessione, fa tesoro dell'esperienza accumulata e, forte di un'ottima difesa e di una grande solidità in tutti i reparti, in particolare a centrocampo ove si fa sentire la saggezza tattica del centromediano Mornese (che concluderà la sua buona carriera nella Roma di Schaffer, vincendo lo scudetto), riesce a salvarsi con larghissimo anticipo e a piazzarsi sorprendentemente a metà classifica, sopravanzando squadre nettamente più blasonate e accreditate alla vigilia come Fiorentina, Triestina e Napoli. Dopo il declino di Casale, Alessandria e Pro Vercelli, squadre che hanno caratterizzato in maniera prepotente la fase pionieristica del nostro calcio, l'ottimo comportamento dei novaresi riporta all'attenzione degli osservatori la validità di quella scuola piemontese che affonda le sue radici nella provincia e che molto ha saputo dare al calcio italiano negli anni precedenti.