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Anno

Squadra

Serie PT RT
1963-64 Rimini C 3 -
1964-65 Rimini C 14 -
1965-66 Rimini C 29 1
1966-67 Rimini C 30 2
1967-68 Inter A 14 -
1968-69 Roma A 29 1
1969-70 Roma A 30 -
1970-71 Roma A 28 -
1971-72 Roma A 30 1
1972-73 Roma A 25 1
1973-74 Roma A 28 -
1974-75 Roma A 29 -
1975-76 Roma A 30 -
1976-77 Roma A 30 -
1977-78 Roma A 30 1
1978-79 Roma A 24 -
1979-80 Roma A 24 1
1980-81 Roma A 7 -
1981-82 Catanzaro A 30 1
1982-83 Catanzaro A 18 -
Dati anagrafici
Cognome Santarini Nome Sergio
Nato a Rimini (Forlì) Data 10/09/1947
Altezza 1,80 Peso 75
Esordio 5/11/67, Inter-Bologna 1-0 Ruolo Libero
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 2
 -
20/02/71, Italia-Austria 2-2

 

Inizia la carriera nel Rimini, giovanissimo e fa vedere subito doti che ne fanno presagire l'ulteriore crescita. Nell'estate del 1967, lo acquista l'Inter, con cui fa l'esordio in serie A. Poi, per˛, la dirigenza nerazzurra decide di aderire alla richiesta della Roma, ove Ŕ appena diventato allenatore Helenio Herrera, che con tutta evidenza crede in lui, e parte per la Capitale. E fa bene, perchŔ in giallorosso, trova il suo compagno ideale, quell'Aldo Bet con cui fa una splendida coppia, in campo e nella vita, visto che diventano cognati. I due, fanno una strepitosa cerniera centrale, capace di far dimenticare in breve la dolorosa cessione dei gemelli, almeno quella, di Spinosi. Santarini Ŕ un libero dotato di grande tecnica, non rapidissimo, ma sempre ottimamente piazzato, bravo in fase di copertura, ma anche capace di impostare al meglio il gioco una volta impossesatosi del pallone. La sua bravura, lo impone presto all'attenzione generale come uno dei migliori liberi del nostro calcio. Nonostante una Roma non proprio trascendentale, sia lui che Bet riescono in breve ad attirare le attenzioni del settore tecnico delle squadre nazionali, tanto che nel 1971, proprio all'Olimpico, arriva l'esordio in maglia azzurra, contro l'Austria. Nonostante gli altissimi livelli di rendimento espressi negli anni a seguire, l'avventura azzurra del forte difensore riminese si chiude ben presto, anche perchŔ i suoi concorrenti, a partire da Facchetti, possono vantare entrature che lui non ha, visto il modesto livello della societÓ giallorossa in quel momento storico. La sua nazionale, come del resto era stato per tanti, diventa perci˛ la Roma, ove gioca per la bellezza di tredici stagioni, attraversando l'intera epoca della Rometta di Anzalone e riuscendo ad assistere all'inizio della grande Roma di Dino Viola. Che lui lascia proprio mentre sta cominciando il ciclo che la porterÓ ad un passo dal tetto d'Europa, per andare a chiudere la carriera a Catanzaro.

 

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