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Anno

Squadra

Serie PT RT
1931-32 Bologna
A
25
4
1932-33 Bologna
A
27
5
1934-35 Bologna
A
24
3
1935-36 Bologna
A
27
8
1936-37 Bologna
A
29
3
1937-38 Bologna
A
29
3
1938-39 Bologna
A
27
6
1939-40 Bologna
A
30
2
1940-41 Bologna
A
22
2
1941-42 Bologna
A
23
3
1942-43 Bologna
A
19
2
1944 Bologna
A
9
-
1945-46 Napoli
A
1
-
Dati anagrafici
Cognome Sansone Nome Raffaele
Nato a Montevideo (Uruguay) Data 20/09/1910
Altezza ND Peso ND
Esordio 20/9/31, Bologna-P.Vercelli 1-0 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 3
 -
20/03/1932
Austria-Italia 2-1

 

Arriva giovanissimo a Bologna, ma in patria si è già fatto un certo nome. Chiuso nella Celeste da due mostri sacri come Scarone e Cea, sono però in molti a considerarlo colui che ne prenderà il posto in un immediato futuro. Poi, però, Petrone lo consiglia alla dirigenza della Fiorentina e il suo sbarco in Italia è cosa fatta. La meta, sorprendentemente, non sarà Firenze, ma Bologna. Infatti, l'ex allenatore rossoblù Fellsner, appena arrivato sulla panchina gigliata, fa il nome di due suoi pupilli, Busini III e Pitto, alla nuova dirigenza, che si attiva per accontentarlo. L'operazione approntata, vede i due bolognesi passare nel capoluogo toscano in cambio di Sansone, che può così cominciare a far vedere a Bologna le doti che avevano spinto Petrone a chiederne l'arrivo. E' un interno portato alla costruzione del gioco e capace di rifinirlo con palloni filtranti che sono un invito a nozze per i compagni d'attacco. In più, ha una finta ubriacante, con la quale lascia spesso sul posto l'avversario diretto e un dribbling mortifero. In breve diventa un idolo, facendo coppia con il connazionale Fedullo e anche Pozzo si accorge della sua bravura, portandolo in azzurro, anche se poi gli preferisce giocatori forse meno classici, ma più coriacei. Se ancora una volta, la strada della Nazionale gli viene preclusa, col Bologna le cose vanno nettamente meglio, anche se ad un certo punto, vinto dalla nostalgia e forse anche per spuntare qualcosa di più sull'ingaggio, se ne torna in patria. E' Dall'Ara ad intervenire in maniera decisa e a riportarlo a Bologna, avendo compreso la sua importanza nell'economia di gioco dei petroniani. Lui, si rimette al servizio di Schiavio e i felsinei, proprio grazie alla facilità nella fase di finalizzazione del gioco, crescono gradualmente e prepotentemente, sino a diventare lo squadrone che tremare il mondo fa. Quando al terzetto formato da lui, Schiavio e Fedullo, si aggiunge anche Biavati, per gli avversari sono dolori. Rimane ben dodici stagioni a Bologna, compresa quella che vede la disputa di un torneo di guerra, approntato allo scopo di tenere in allenamento i giocatori e solo alla ripresa dell'attività, si trasferisce a Napoli, per una parentesi di carattere "alimentare", che si chiude presto. Appese le scarpe al chiodo, rimane nell'ambiente rossoblù, diventando il braccio destro di Dall'Ara e facendo anche, quando serve, l'allenatore.   

 

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