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Anno

Squadra

Serie PT RT
1961-62 Udinese A 1 -
1962-63 Udinese B 14 -
1963-64 Fiorentina A 5 -
1964-65 Roma A 18 -
1965-66 Roma A 10 -
1966-67 Atalanta A 24 4
1967-68 Atalanta A 26 1
1968-69 Roma A 25 1
1969-70 Roma A 27 2
1970-71 Roma A 30 2
1971-72 Roma A 30 2
1972-73 Roma A 30 -
1973-74 Foggia A 9 -
1974-75 Ascoli A 24 -
1975-76 Ascoli A 20 -
1976-77 Ascoli B 34 -
1977-78 Chieti C 32 -
1978-79 Chieti C 30 -
1979-80 Grosseto C2 25 -
1980-81 Grosseto C2 31 -
1981-82 Grosseto C2 24 -
Dati anagrafici
Cognome Salvori Nome Elvio
Nato a Noventa di Pieve (Venezia) Data 03/06/1944
Altezza 1,75 Peso 71
Esordio 8/4/62, Udinese-Juventus 3-2 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Il motorino: così viene soprannominato dalla tifoseria romanista, suggestionata dal suo continuo correre su e giù per il campo, nel corso della partita, senza darsi mai per vinto prima del triplice fischio arbitrale. Mediano inesauribile dal punto di vista podistico, dispone anche una discreta tecnica e riesce a difendere e ripartire palla al piede con la stessa naturalezza. Inizia nell'Udinese, mettendo subito in mostra doti di dinamismo eccellenti, per poi passare alla Fiorentina. Dopo un solo anno in riva all'Arno, con poche presenze all'attivo, è la Roma a rilevarlo e il giovanissimo mediano fa subito vedere di quale pasta sia fatto. Le difficoltà economiche in cui si dibatte, spingono la società a cederlo all'Atalanta e a Bergamo, Salvori trova quella continuità di impiego che sino ad allora era mancata. Il suo spirito battagliero piace enormemente al pubblico bergamasco e lui non si fa pregare per scaricare il contachilometri nel corso della gara. Dopo due ottimi campionati con gli orobici, la Roma si ricorda ancora di lui e, nell'estate del 1968, torna nella capitale. Nel frattempo è arrivato il Mago e, nella squadra di Helenio Herrera, Salvori porta tanta corsa, necessaria per ovviare alle lacune podistiche di Capello e Cordova. Nel tourbillon ideato dal Mago, il giovane mediano veneto diventa elemento praticamente insostituibile, coprendo le spalle alle mezzali e fungendo da guastatore, non appena ha la palla in mezzo ai piedi. Rapido, provvisto anche di un buon tiro, non segna molto, ma assolve ai suoi compiti con una verve agonistica che piace enormemente alla tifoseria capitolina. Gioca cinque stagioni ad altissimo livello, che lo portano alla soglia della maglia azzurra e diventa un beniamino dei tifosi che in lui apprezzano la grande serietà e l'attaccamento alla maglia. Purtroppo è una Roma in tono minore e il suo continuo andirivieni sul campo serve solo ad evitare alla società guai peggiori. Nel 1973-74, a sorpresa, Anzalone lo cede al Foggia, ove però non riesce ad ambientarsi. Dai dauni, passa quindi all'Ascoli, ma ormai gli anni hanno minato le sue doti podistiche. Gioca ancora nelle categorie inferiori, sino alla bella età di 38 anni, per poi attaccare gli scarpini al chiodo.

 

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