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Anno

Squadra

Serie PT RT
1919-20 Pro Vercelli
1°C
19
3
1920-21 Pro Vercelli
1°C
15
1
1921-22 Pro Vercelli
1°D
26
-
1922-23 Pro Vercelli
1°D
25
7
1923-24 Juventus
1°D
7
3
1924-25 Juventus
1°D
23
9
1925-26 Juventus
1°D
24
-
1926-27 Juventus
DN
27
1
1927-28 Juventus
DN
32
1
1928-29 Juventus
DN
24
-
1929-30 Juventus
A
31
-
1930-31 Juventus
A
28
-
1931-32 Juventus
A
33
-
1932-33 Juventus
A
31
1
1933-34 Juventus
A
32
-
1934-35 Juventus
A
22
-
1935-36 Juventus
A
24
-
Dati anagrafici
Cognome Rosetta Nome Virginio
Nato a Vercelli Data 25/02/1902
Altezza 1,70 Peso 71
Esordio 6/10/29, Juve-Napoli 3-2 Ruolo Terzino
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 52
 -
31/08/1920
Italia-Norvegia 2-1

 

Per i terzini, nel calcio italiano, esistono due epoche: prima e dopo Rosetta. Prima, si limitavano ad assestare calcioni alla palla, cercando di mandarla il più lontano possibile, dopo divennero veri giocatori di calcio. E' un terzino non molto dotato dal punto di vista fisico, per di più si allena poco. Quanto gli basta per presidiare la sua zona di campo, ove in pratica non si passa. La sua vera forza è l'intelligenza tattica che gli consente di capire un attimo prima dove andrà il pallone. Proprio per questo i suoi movimenti sono ridotti al minimo essenziale e non ha bisogno di spolmonarsi per recuperare, quando viene tagliato fuori dall'azione, come invece succede a molti colleghi che non hanno il suo senso del gioco. Qualcuno esagerando afferma che non lo ha mai visto spettinarsi per rinviare di testa, ma in effetti il gioco aereo non è il suo forte, anche perchè a quello sovrintendono Bertolini e Monti. Inizia alla Pro Vercelli, ove però ben presto viene fuori il problema che sta rivoluzionando il calcio italiano: la dirigenza dei bianchi, infatti, pensa che giocare con la gloriosa maglia bianca sia un onore e non intende pagare. Alla fine si presenta a Vercelli il dirigente juventino Roberto Peccei, che sarebbe poi divenuto suo cognato, a proporgli di trasferirsi come impiegato presso la ditta dei fratelli Ajmone e Marsan, per 700 Lire al mese. La Juventus, per le sue prestazioni calcistiche, gliene avrebbe date altre 300, più 40.000 Lire di ingaggio. E' l'estate 1923 e Viri Rosetta aderisce alla proposta, iniziando il torneo 1923-24 come attaccante. Dopo sole sette gare, però, il Genoa solleva il caso del suo irregolare tesseramento e scoppia un vero scandalo, che va avanti a colpi di carta bollata e provoca addirittura un duello tra un dirigente della Juventus, Craveri e uno del Milan, Baruffini. Alla fine il clamore cede il campo ad un minimo di ragionevolezza e Rosetta può riprendere il suo alto magistero calcistico, nelle file della Juventus e della nazionale, ove ha esordito nel 1920. A Torino forma una grandissima coppia con Caligaris, a protezione di Combi e proprio la difesa è la base per la grandissima squadra dei cinque titoli consecutivi. Lui è un pragmatico: quando c'è da difendere la rete di vantaggio detta i ritmi della melina e non spreca un pallone. Nel 1934, corona la sua carriera con il titolo mondiale conquistato a Roma. Ancora due anni di attività e poi si ritira con sei scudetti, un mondiale e 52 maglie azzurre all'attivo.

 

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