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Anno

Squadra

Serie PT RT
1944 Brescia
A
13
4
1945-46 Torino
A
36
-
1946-47 Torino
A
34
-
1947-48 Torino
A
39
-
1948-49 Torino
A
31
1
1957-58 Torino
A
14
4
1958-59 Catania
B
28
2
1957-58 Torino
A
14
4
1958-59 Catania
B
28
2
Dati anagrafici
Cognome Rigamonti Nome Mario
Nato a Brescia Data 17/12/1922
Altezza ND Peso ND
Esordio 14/10/45, Juve-Torino 2-1 Ruolo Centromediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 3
 -
11/05/1947
Italia-Ungheria 3-2

 

La sua formazione avviene nelle giovanili del Brescia, ove fa subito vedere di essere una sicura promessa. E Novo, che dispone di ottime antenne sul territorio, in grado di segnalargli tutto quanto si muove a livello giovanile, non se lo fa scappare, avendone intuito i grandi margini di miglioramento. Il primo torneo del dopoguerra, lo vede al centro della difesa del Grande Torino, ove conferma di essere giocatore vero. Forte fisicamente, eccezionale nel gioco aereo e nelle acrobazie, grande agonista, con lui la vita per il centravanti avversario non è mai facile e insieme a Maroso e Ballarin forma una diga praticamente inespugnabile a protezione di Valerio Bacigalupo. Il suo rendimento medio è eccezionale e deriva dalla ferrea concentrazione con cui segue l'evolversi della contesa. E' forse il meno tecnico tra i giocatori di Novo, ma la sua forza sta proprio nella consapevolezza di dover lavorare sodo per mettersi al pari dei compagni. E ci riesce, tanto che viene anche chiamato in Nazionale, anche se in azzurro si trova a dover competere con un fuoriclasse come Carletto Parola. E in allenamento fa di tutto per migliorare la sua tecnica, tanto che a poco a poco il suo gioco si ripulisce di alcune imperfezioni in fase di palleggio e diventa anche meno ruvido, poichè alla potenza, che pure continua a sprigionare, si unisce adesso il lavoro di cesello. Fa gruppo con gli altri scapoli della squadra, Bacigalupo e Martelli, coi quali forma il "Trio Nizza", dalla zona in cui abitano e l'allegria che li distingue ne fa dei beniamini del pubblico, anche femminile. Anche lui è in rampa di lancio a livello internazionale e si attendono i Mondiali del 1950 per vedere il suo approccio al grande calcio. Purtroppo, la passarella brasiliana gli sarà preclusa dal maledetto schianto che si porta via la più bella squadra mai prodotta dal calcio italiano.

 

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