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Anno

Squadra

Serie PT RT
1958-59 Triestina
A
2
-
1959-60 Triestina
B
30
7
1960-61 Vicenza
A
27
6
1961-62 Vicenza
A
22
3
1962-63 Vicenza
A
32
10
1963-64 Torino
A
32
2
1964-65 Torino
A
33
1
1965-66 Torino
A
34
1
1966-67 Torino
A
34
2
1967-68 Torino
A
26
-
1968-69 Torino
A
30
-
1969-70 Torino
A
29
3
1970-71 Torino
A
27
1
1971-72 Torino
A
5
-
Dati anagrafici
Cognome Puja Nome Giorgio
Nato a Gorizia Data 08/03/1938
Altezza 1,86 Peso 74
Esordio 2/6/59, Triestina-Vicenza 0-0 Ruolo Stopper
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 7
 -
11/01/1962
Austria-Italia 1-2

 

Inizia la carriera come centrocampista e la finisce da stopper, alla stregua dell'incendiario che si arruola nei pompieri. E' un giocatore versatile, dotato di innata eleganza e spiccato senso tattico. Alto, naturalmente sfrutta la sua statura sulle palle alte, ma quello che risalta nel suo gioco è la grande intelligenza che caratterizza il suo modo di stare in campo. Dopo due stagioni nella Triestina, la seconda in Serie B, nella quale fa vedere ottime cose, è il Vicenza ad assicurarsene le prestazioni. I berici sono una provinciale di lusso e lui ne diventa l'uomo più rappresentativo, tanto da finire in azzurro. Il suo esordio avviene nel gennaio del 1962, durante una gara che la nostra selezione vince sul sempre ostico terreno del Prater, proprio nel ruolo di interno nel quale ha dimostrato nel corso degli anni di essere uno dei migliori interpreti in Italia. Nel 1962-63 disputa la sua miglior stagione in assoluto e mette a segno la bellezza di dieci reti, spingendo il neo presidente del Torino, Orfeo Pianelli, a sborsare un congruo numero di milioni per portarlo in granata. E' il primo acquisto di rilievo di Pianelli, cui ne seguiranno altri che restituiranno una adeguata posizione nel ranking nazionale ai granata. A Torino, Puja si trasforma in stopper, dando una personalissima interpretazione del ruolo. Punta infatti tutto sull'anticipo, memore dei suoi trascorsi da centrocampista e, soprattutto, è di una correttezza esemplare, a differenza di tanti colleghi di ruolo che non fanno distinzioni tra palla e caviglia dell'avversario. L'eleganza con cui si muove sul rettangolo di gioco colpisce non poco tifoseria e addetti ai lavori. E anche nel nuovo ruolo, ha grande successo, inanellando una serie di annate ad alto livello che lo riportano in azzurro. Addirittura gioca le ultime due amichevoli dell'Italia, prima della spedizione messicana, ove però, all'ultimo momento gli viene preferito Rosato, altro ex granata passato al Milan, che è un vero fuoriclasse in quel ruolo. Dopo il Messico, riprende a guidare la difesa torinista con la solita bravura, ma ormai l'età che avanza e le tante battaglie sostenute nel corso degli anni hanno cominciato a lasciare segni abbastanza vistosi su di lui. Inoltre, l'arrivo di Mozzini, gli toglie molto spazio, poiché Giagnoni decide di non usare particolari riguardi alla vecchia guardia e punta sul nuovo arrivato che, a sua volta, dimostra di essere un campione. Puja prende atto di quanto sta succedendo e con la consueta eleganza si mette da parte, decidendo di smettere con il calcio giocato. 

 
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