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Anno

Squadra

Serie PT RT
1964-65 Salernitana C 19 10
1965-66 Milan A 2 -
1966-67 Savona B 29 15
1967-68 Milan A 23 15
1968-69 Milan A 30 14
1969-70 Milan A 21 12
1970-71 Milan A 29 19
1971-72 Milan A 21 6
1972-73 Milan A 17 6
1973-74 Roma A 23 8
1974-75 Roma A 29 14
1975-76 Roma A 10 2
1976-77 Roma A 20 4
1977-78 Roma A - -
Ott.77 Fiorentina A 8 -
1978-79 Savona C2 25 10
1979 Lancers A 6 3
1979-80 Savona C2 27 12
1980-81 Savona C2 27 12
Dati anagrafici
Cognome Prati Nome Pierino
Nato a Cinisello Balsamo (Milano) Data 13/12/1946
Altezza 1,81 Peso 75
Esordio 18/9/66, Milan-Venezia 2-1 Ruolo Attaccante
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 14

7

6/4/1968, 
Bulgaria-Italia 3-3

 

Pierino la Peste: così diventa universalmente noto negli anni '60, dopo l'esplosione col Milan. Cresce nel settore giovanile del Milan e nell'estate del 1964 viene spedito a farsi le ossa a Salerno, dove riesce a farsi subito notare, nonostante la giovanissima età. Torna a casa e fa il suo esordio in massima serie, anche se si dimostra acerbo. La dirigenza rossonera decide di dargli l'occasione di maturare e lo manda in prestito al Savona, in serie B, ove conferma i suoi numeri. Ritorna alla base e stavolta per rimanerci. Forma infatti una coppia straordinaria con Gianni Rivera, che fa le fortune di Rocco: gli inviti del regista alessandrino vengono capitalizzati ogni volta nel modo migliore da Prati e grazie alla loro incredibile intesa, il Milan arriva sul tetto del mondo. Negli occhi di tanti sportivi italiani, rimane in particolare il ricordo della finale di Coppa dei Campioni del 1969, quando Rivera e Prati distruggono al Santiago Bernabeu l'Ayax dell'astro nascente Cruiyff. Anche la Nazionale si accorge di lui e nel 1968 fa il suo esordio contro la Bulgaria, anche se poi viene messo in ombra da Boninsegna e Anastasi. Si rifà ampiamente con il Milan, ove non perde occasione per ricordare a tutti perchè lo chiamino la peste: appena ha la palla buona, infatti, non si fa pregare per spedirla in fondo al sacco. Dopo il 1971, una serie di problemi fisici frenano però la sua ascesa e, nel 1973, il Milan decide di cedere alle avances della Roma, che è da tempo alla ricerca di un forte attaccante in grado di finalizzare al meglio il gioco del centrocampo. Nella sua prima stagione, ancora una volta Prati viene frenato dai problemi fisici, tanto che molti lo bollano come giocatore ormai finito, ma nel corso della seconda annata, torna a sciorinare tutta la sua forza e traina la squadra allenata da Liedholm al terzo posto finale. Forte in acrobazia, potente, rapido sul breve, la sua caratteristica migliore è probabilmente il tiro. Quando prende bene la palla, anche da grande distanza, sono problemi seri per i portieri. Purtroppo però, il suo fisico è ormai usurato dalle tante battaglie sostenute e quel 1974-75 diventa il canto del cigno. Nelle annate successive, i problemi di carattere fisico continuano a tormentarlo, accorciandogli sensibilmente la carriera. Nell'ottobre del 1977, quando Giagnoni ha ormai sostituito Liedholm sulla panchina della Roma e tutti attendono l'esplosione di Ugolotti, Anzalone decide infine di cederlo alla Fiorentina, ove ben presto diventa chiaro che è il lontano parente dell'attaccante che faceva sfracelli appena qualche anno prima. Torna a giocare al Savona, in serie C2, ove l'esperienza gli consente di ovviare ad una condizione fisica spesso precaria e fa anche una puntata nel calcio statunitense, prima di decidere che è arrivato il momento di dare l'addio al calcio giocato.


 
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