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Anno

Squadra

Serie PT RT
1942-43 Pescara
B
4
1
1944 Avia Roma
A
18
-
1945-46 Salernitana
A
9
-
1946-47 Salernitana
B
2
-
1947-48 Salernitana
A
32
-
1948-49 Palermo
A
36
-
1949-50 Juventus
A
32
2
1950-51 Juventus
A
12
-
1951-52 Juventus
A
34
-
1952-53 Juventus
A
26
-
1953-54 Milan
A
19
-
1954-55 Palermo
B
13
1
Dati anagrafici
Cognome Piccinini Nome Alberto
Nato a Roma Data 25/01/1923
Altezza ND Peso ND
Esordio 21/10/45, Siena-Salernitana 2-2 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 5
 -
30/11/1949
Inghilterra-Italia 2-0

 

Inizia a giocare nelle giovanili della Roma e, incredibilmente, nella squadra giallorossa, che pure sta declinando di brutto, dopo lo scudetto del 1941-42, non riesce a trovare spazio. Va a Pescara, proprio prima che la guerra porti alla sospensione dei campionati, per poi disputare con l'Avia il torneo romano del 1944. Alla ripresa, indossa la maglia della Salernitana, ove Gipo Viani, che ha appena iniziato la sua strepitosa carriera di allenatore, lo impiega come centravanti, ma con compiti del tutto particolari. Quando infatti i campani sono costretti alla fase difensiva, è proprio lui ad occuparsi del centravanti avversario, diventando così la figura centrale del Mezzosistema o Vianema. In realtà, lui è un mediano dalla grana tecnica sopraffina, capace di toccare il pallone con grande proprietà di palleggio e in possesso di ottima visione di gioco. Conferma le sue doti al Palermo, sempre con Viani, dopo di che spicca il volo per Torino, sponda bianconera del Po. In una squadra ricca di primattori, lui si ritaglia una parte importante. Forma insieme a Mari una diga niente male, capace di coprire le spalle ai fini dicitori Praest, Martino e Boniperti, anche se in realtà lui preferisce impostare il gioco e lasciare il compito di pura rottura al compagno di reparto. Anche il settore tecnico delle squadre nazionali si accorge di lui e sul finire del 1949, fa il suo esordio in azzurro in una sfortunata trasferta contro l'Inghilterra. Alla partita di Londra, ne aggiungerà altre quattro, a testimonianza di una statura tecnica di eccellenza che gli permette di rimanere in bianconero per quattro anni, prima di essere ceduto al Milan. Ormai sta iniziando il suo declino, anche se la bravura tecnica gli consente ancora di reggere il passo in maniera degna. Dopo una stagione abbastanza dimessa, viene spedito a Palermo, ove mostra chiaramente i segni impietosi lasciati dal tempo che avanza. Gioca solo tredici gare e alla fine della stagione, decide di lasciare il calcio giocato.

 
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