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Anno

Squadra

Serie PT RT
1930-31 Nacional Montevideo (Uruguay)
1931-32 Fiorentina
A
27
25
1932-33 Fiorentina
A
17
12
1948-49 Lazio
A
22
8
1949-50 A. Messina
C
24
8
1948-49 Lazio
A
22
8
1949-50 A. Messina
C
24
8
1948-49 Lazio
A
22
8
1949-50 A. Messina
C
24
8
Dati anagrafici
Cognome Petrone Nome Pedro
Nato a Montevideo (Uruguay) Data 11/06/1905
Altezza ND Peso ND
Esordio 20/9/31, Milan-Fiorentina 1-1 Ruolo Centravanti
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

E' una delle punte più fulgide di una generazione di grandi talenti che fa dell'Uruguay una grande potenza del pallone negli anni '20 e '30. Cresciuto nel Charley e poi nel Solferino, mostra tutto il suo talento al mondo alle Olimpiadi del 1924, a Parigi, vinte dalla Celeste, ripetendosi quattro anni dopo ad Amsterdam. Alla fine di quei giochi olimpici passa al Nacional e due anni dopo partecipa alla vittoria dei primi mondiali della storia, nei quali gioca solo una gara in quanto fuori forma. Forte dal punto di vista fisico, dotato di tiro forte e preciso, rivoluziona il ruolo di centravanti con la sua tendenza a giocare in profondità. Una caratteristica questa che diventa ancora più micidiale con la riforma del fuorigioco passata nel 1925, che porta da tre a due gli uomini tra l'attaccante e la linea di porta. Nel 1931 arriva a Firenze e mostra subito di essere un campionissimo. I viola, neopromossi, sotto la sua guida arrivano addirittura quarti. E l'"artillero", comne è noto nell'ambiente del calcio, mette a segno la bellezza di 25 reti in sole 27 gare giocate, confermando il suo fiuto della rete. Nella seconda stagione, però, viene estromesso da Fellsner contro il Torino. Torna a furor di popolo un mese dopo con  la Triestina, ma quando il tecnico gli ordina di scambiarsi di ruolo con Prendato, lui disobbedisce e lo manda a quel paese. Alla fine della gara il presidente Ridolfi gli appioppa una pesante multa, 2.000 lire, e a quel punto prepara le valigie e se ne torna in patria. Riprende a giocar con il Nacional e vince lo scudetto, ma poi arriva la mazzata: la FIFA, infatti, per inadempienza contrattuale lo squalifica a vita. Anni dopo, nel 1964, poco prima di morire, arriverà una corrispondenza in Italia, nella quale lo stesso Petrone rievocherà quelle vicende e affermerà tutto il suo rimpianto per le sciocchezze combinate e la rovina seguita.

 

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