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Anno

Squadra

Serie PT RT
1946-47 Dock Sud Buenos Aires
1947-48 Roma
A
38
11
1948-49 Roma
A
35
8
1949-50 Roma
A
17
1
1950-51 Novara
A
29
7
1951-52 Novara
A
35
8
1952-53 Napoli
A
34
7
1953-54 Napoli
A
34
2
1954-55 Napoli
A
27
1
1955-56 Napoli
A
33
2
1956-57 Napoli
A
34
5
1957-58 Napoli
A
26
9
1958-59 Napoli
A
26
1
1959-60 Napoli
A
26
-
1960-61 Genoa
B
20
5
Dati anagrafici
Cognome Pesaola Nome Bruno
Nato a Buenos Aires (Argentina) Data 28/07/1925
Altezza 1,65 Peso 74
Esordio 14/9/47, Fiorentina-Roma 1-0 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 1
 -
26/05/1957
Portogallo-Italia 3-0

 

Tarchiato, piccolo di statura, quadricipiti da culturista, colpisce immediatamente l'immaginario collettivo giallorosso, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Pagnottella". Arrivato dall'Argentina insieme a Valle e Peretti, si rivela subito un ottimo affare, contrariamente alle abitudini giallorosse di quegli anni. In un primo momento, la cosa che colpisce di lui sono i clamorosi baffi che sfoggia, che infatti scompaiono subito, tagliati durante il sonno dai compagni. Poi, però, tutti capiscono che la classe c'è. Ala dalle movenze tipicamente sudamericane, il suo gioco si dipana sempre per vie tortuose e soluzioni arzigogolate. Le sue finte mortifere e il dribbling irrefrenabile, sono però garanzia che quando prende la palla, qualcosa di lì a poco deve succedere. Nelle prime due stagioni romane, va tutto bene: giocatore dalla grande continuità e capace di assicurare anche un discreto gruzzolo di reti, diventa un punto fermo di una squadra che purtroppo già mostra quei problemi che di lì a poco la trascineranno irrimediabilmente in serie B. L'unico problema è la tendenza a tenere la palla e a cercare di fare giochetti che innervosiscono gli avversari, con la conseguenza che presto diventa il bersaglio di una vera caccia all'uomo, tanto che Bernardini, sul Correre dello Sport, gli consiglia di mutare gioco se non vuole finire presto la carriera. Alla terza annata, infatti, ci si mette un incidente di gioco a complicare le cose: la dirigenza, ritenendolo finito, lo spedisce a Novara, ove invece il Petisso dimostra di essere integro. Tanto da essere ingaggiato dopo due anni dal Napoli e da finire in Nazionale. Sotto il Vesuvio, rimane per ben otto anni, diventando un beniamino della tifoseria partenopea. Nell'estate del 1960, va a Genova, sponda rossoblù, per una ultima stagione prima di appendere gli scarpini al classico chiodo ed intraprendere una ottima carriera di allenatore.

 
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