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Anno

Squadra

Serie PT RT
1955-56 Atletico Madrid
A
16
9
1956-57 Atletico Madrid
A
30
13
1957-58 Atletico Madrid
A
24
17
1958-59 Atletico Madrid
A
25
11
1959-60 Atletico Madrid
A
24
17
1960-61 Atletico Madrid
A
24
12
1961-62 Atletico Madrid
A
20
8
1961-62 Atletico Madrid
A
3
6
1962-63 Torino
A
14
1
1963-64 Torino
A
32
9
1964-65 Inter
A
15
4
1965-66 Inter
A
10
4
1966-67 Roma
A
32
9
1967-68 Roma
A
20
3
1968-69 Roma
A
27
4
1969-70 Roma
A
24
5
Dati anagrafici
Cognome Peirò Nome Joaquin
Nato a Madrid (Spagna) Data 29/01/1936
Altezza 1,74 Peso 70
Esordio 14/10/62, Torino-Spal 2-1 Ruolo Attaccante
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

E' un vero enfant prodige. Esplode giovanissimo nell'Atletico Madrid, e le sue strabilianti prestazioni fanno convergere su di lui gli sguardi di mezza Spagna, tanto da essere convocato nella sua Nazionale a soli diciotto anni. Ala dotatissima dal punto di vista tecnico, quando è in giornata è capace di vincere le partite praticamente da solo. Quando parte palla al piede, è praticamente impossibile fermarlo, a meno di non commettere fallo e se conclude l'azione si può essere sicuri che qualcosa di importante succede, anche perchè è dotato di un ottimo tiro. Il suo problema, sta in una certa gracilità dal punto di vista psicologico: si smonta alla minima avversità e quando questo avviene, il suo rendimento ne risente in maniera sensibile. E' il Torino a chiamarlo in Italia, prelevandolo dall'Atletico Madrid. La dirigenza granata è convinta di avere fatto un grande affare ed in effetti, le premesse ci sarebbero tutte, viste le credinziali. Il primo anno, però, va abbastanza male, proprio a causa della sua tendenza a deprimersi. Appena le cose prendono una piega negativa si lascia andare senza reagire. Ci provano un po' tutti a stargli vicino, ma non c'è nulla da fare, la sua capacità di reazione è pericolosamente vicina allo zero. Basta poco, però, per ritirarlo sù, come dimostra al secondo anno, quando improvvisamente si rimette a giocare come sa, tanto da far pensare che prima fosse arrivato il gemello poco dotato. Le sue partite sono uno spettacolo nello spettacolo, vista la classe purissima che lo distingue e presto convince l'Inter a puntare su di lui. A Milano, non trova però molto spazio, a causa della forte concorrenza interna. Nelle poche partite in cui ha l'occasione di giocare, lascia comunque il segno, sino a trasformarsi in una riserva di gran lusso. Che però vorrebbe giocare di più e il malumore è palpabile. Nell'estate del 1966 è la Roma ad interessarsi di lui e la trattativa va felicemente in porto, anche perchè all'Inter non se la sentono di negargli lo spazio che merita. E proprio in giallorosso, Peirò fa vedere le sue cose migliori. In particolare, regala praticamente da solo la Coppa Italia del 1968-69 alla squadra di Herrera, risolvendo personalmente le contese di Cagliari (doppietta) e di Foggia, quest'ultima con una rete talmente bella da costringere gli avversari ad applaudirlo mentre torna a centrocampo

 

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