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Anno

Squadra

Serie PT RT
1929-30 Verona

B

5

-

1930-31 Verona
B

31

-

1931-32 Verona
B

31

-

1932-33 Verona
B

30

-

1933-34 Padova
A
8
-
1934-35 Lucchese
B

28

-

1935-36 Lucchese
B
34
-
1936-37 Lucchese
A
30
-
1937-38 Lucchese
A
27
-
1938-39 Torino
A
27
-
1939-40 Torino
A
28
-
1940-41 Torino
A
22
-
1941-42 Torino
A
29
-
1942-43 Brescia
B
32
-
1945-46 Viareggio
C
4
-
Dati anagrafici
Cognome Olivieri Nome Aldo
Nato a Verona Data 02/10/1910
Altezza ND Peso ND
Esordio 10/9/33, Padova-Torino 1-0 Ruolo Portiere
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 24
 -
15/11/1936
Germania-Italia 2-2

 

Vorrebbe giocare all'ala, ma i ragazzi che giocano con lui lo costringono ad andare in porta. Inizia così la carriera di uno dei migliori portieri italiani dell'epoca tra le due guerre. L'evento risale al 1927, in un torneo tra squadre di ragazzi e il ragazzo in questione è proprio lui, Aldo Olivieri. Il quale entra nel Verona e dimostra subito le sue doti, tanto che dopo tre anni passati a fare miracoli in cadetteria, il Padova decide di acquistarlo per difendere la sua porta, stavolta in serie A, in sostituzione di Amoretti. Gioca solo otto partite, in quanto si fa male ad una spalla e quando rientra, a campionato ormai finito, in una partita con la Fiumana, viene colpito alla testa da un attaccante avversario. Si risveglia all'ospedale e apprende che ha subito la trapanazione del cranio. I medici gli consigliano anche di lasciare il calcio, visto che può considerarsi un miracolato, ma lui non si arrende. Il Padova gli regala la lista gratuita, non si sa per per scarsa fiducia nella sua ripresa o perchè vuole declinare responsabilità per quella che pare una pazzia, mentre il presidente della Lucchese, Della Santina, non si fa eccessivi scrupoli, ben conoscendo le doti di Olivieri. Che dopo l'incidente, sembrano addirittura essersi affinate. Il portierone veneto diventa una vera colonna della squadra e la porta di peso nella massima serie. E anche nel calcio dei grandi, si dimostra un vero fenomeno, tanto che Pozzo decide di affidargli la maglia della sua Nazionale campione del mondo, che sta preparando per la kermesse francese del 1938. Che sia un grande, lo dimostrano le parole di Gianni Brera: "Olivieri è stato a mio parere il più grande poritere italiano. Volava molto, però a ragion veduta, usciva sempre con ammirevole coraggio...evitò sconfitte apparentemente già scontate: fu a suo modo un match-winner." Come dimostra contro la Norvegia, nell'esordio dei mondiali francesi, quando evita all'Italia una Corea ante-litteram, nel primo turno. Da quel momento non sbaglia una partita e conduce i compagni al bis. Nella stessa estate del 1938, passa al Torino, ove va ad aprire l'ultima fase della sua carriera. In granata rimane quattro anni, tra alti e bassi, ma risultando spesso decisivo, soprattutto come para rigori, per poi andare a Brescia, prima che arrivi la guerra. Dopo il conflitto, riprende a Viareggio, ove svolge funzioni di allenatore e qualche volta scende in campo. Poi, nella estate del 1946, arriva il momento di appendere le scarrpette e i guantoni al chiodo.

 
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