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Anno

Squadra

Serie PT RT
1956-57 Padova A 12 2
1957-58 Juventus A 21 1
1958-59 Juventus A 21 13
1959-60 Juventus A 31 11
1960-61 Juventus A 29 13
1961-62 Juventus A 27 8
1962-63 Juventus A 12 1
1963-64 Mantova A 19 2
1964-65 Roma A 13 3
1965-66 Sampdoria A 8 -
Nov.65 Alessandria B 18 2
1966-67 Alessandria B 7 -
Dati anagrafici
Cognome Nicolè Nome Bruno
Nato a Padova Data 24/02/1940
Altezza ND Peso ND
Esordio 10/2/57, Padova-Inter 3-2 Ruolo Attaccante
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 8

2

09/11/1958,
Francia-Italia 2-2


 

Si fa notare a soli sedici anni nel Padova, con una serie di partite da campione consumato, a dispetto della giovanissima età. Una di queste, è contro la Juventus. Stivanello, che ha militato nei veneti, prima della gara avverte il compagno Nay e gli dice di stare attento a quel ragazzino, perchè è velocissimo e ha numeri pazzeschi. E infatti, in campo la previsione di Stivanello vede piena conferma: su un lancio di Rosa, Nicolè lascia sul posto l'avversario diretto e fulmina Romano. In tribuna, i dirigenti bianconeri prendono nota e in estate decidono di acquisirne il cartellino. La prima stagione non è facile per lui. I numeri sono sempre quelli e lasciano intravedere un futuro roseo, ma stranamente non segna, perchè c'è sempre qualche imprevisto a guastare la festa. Inoltre è costretto a giocare defilato, in quanto il centravanti è Charles e con compagni come Sivori e Boniperti è d'obbligo cercarli prima di andare alla conclusione. Nel secondo torneo, però, registra la mira e le reti cominciano a fioccare, arrivano lo scudetto e anche l'azzurro. La sua carriera sembra ormai avviata e anche nella stagione successiva conferma le sue doti, contribuendo largamente allo scudetto. All'improvviso, però, entra in crisi. Il problema, è quello del peso: tende infatti ad ingrassare facilmente e gli estenuanti turni di allenamento cui deve sottoporsi per rientrare in quello forma si riflettono sulle prestazioni domenicali. Gioca a sprazzi e a poco a poco finisce ai margini della squadra. La stagione 1962-63 è disastrosa e al termine dell'anno viene sbolognato al Mantova, ove si riprende leggermente, tanto da vedersi offrire una nuova occasione dalla Roma. Il peso, però, è ormai la sua croce: Lorenzo lo costringe a mangiare alzato, per fargli smaltire le calorie, ma non c'è nulla da fare e ad aggravare il tutto c'è anche la crisi tecnica dei giallorossi. Per lui non va malissimo, ma alla fine della stagione la Roma decide di monetizzare la sua cessione alla Sampdoria, ove con Bernardini potrebbe riemergere. Dopo poche gare, però, i doriani lo cedono all'Alessandria e lui prende male il fatto. In un primo momento decide il ritiro, ma poi accetta di recarsi in Piemonte, anche perchè deve fare il militare e ad Alessandria può farlo nella compagnia atleti. La decisione è però nell'aria e appena finisce la naja, lascia il calcio, ad appena ventisette anni.

 

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