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Anno

Squadra

Serie PT RT
1937-38 Treviso
C
- -
1938-39 Treviso
C
4 -
1939-40 Treviso
C
8 -
1940-41 Treviso
C
26 -
1941-42 Treviso
C
30 -
1942-43 Alessandria
B
12
-
1944 Treviso
A
11
-
1945-46 Treviso
B/C
12
-
1946-47 Treviso
B
39
-
1947-48 Fiorentina
A
38
-
1948-49 Bari
A
36
-
1949-50 Torino
A
32
-
1950-51 Lucchese
A
38
-
1951-52 Sampdoria
A
38
-
1952-53 Sampdoria
A
34
-
1953-54 Roma A 27 -
1954-55 Roma A 28 -
1955-56 Verona B 15
-
Dati anagrafici
Cognome Moro Nome Giuseppe
Nato a Carbonera (Treviso) Data 16/01/1921
Altezza ND Peso ND
Esordio 14/9/47, Fiorentina-Roma 1-0 Ruolo Portiere
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 9
 -
12/06/1949
Ungheria-Italia 1-1

 

Giuseppe Moro, ovvero genio e sregolatezza. Straordinario portiere tutto fondato sull'intuizione e l'istinto, è capace di vincere le partite da solo, ma anche di sottrarre preziosi punti alla squadra per clamorosi errori di valutazione. Per sua fortuna, le giornate di luna buona superano quelle in cui emerge il lato oscuro del suo carattere. Dotato di debordante personalità, usa mostrare spavalderia e arroganza al limite dell'eccesso verso i malcapitati avversari, i quali, soggiogati dalla suggestione molto spesso sbagliano proprio per cercare la soluzione impossibile che possa mettere il pallone fuori dalla portata del portierone di Pietranera. E' il primo grande specialista sui calci di rigore e anche in questo caso, si può dire che l'atteggiamento di sfida di Moro è alla base di tanti errori dal dischetto di avversari messi in difficoltà sul piano psicologico. La sua è una carriera discontinua: non si ferma mai molto nelle squadre in cui milita, anche a causa di una fama di incallito giocatore che a poco a poco ne mina la credibilità come atleta. Nei due anni passati a Roma, compone una incredibile coppia di egocentrici con Helge Bronèe, altro giocatore dal carattere debordante e assicura grande divertimento al pubblico, oltre che una grande mole di materiale alla stampa locale. Quando Moro e Bronèe si svegliano bene, per la squadra avversaria sono dolori, il problema consiste soprattutto nella difficoltà che ciò avvenga nella stessa domenica. Le sue giornate di grazia, si trasformano comunque in una Via Crucis per gli attaccanti avversari. In occasione di una partita in azzurro contro l'Ungheria, para al limite del sovrannaturale, tanto che alla fine della gara, Puskas comanderà ai suoi compagni di fare ala alla sua uscita dal campo.

 

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