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Anno

Squadra

Serie PT RT
1960-61 Como B 1 -
1961-62 Como
B
24 3
1962-63 Genoa A 15 1
1963-64 Genoa
A
27 6
1964-65 Torino
A
34 5
1965-66 Torino
A
34 7
1966-67 Torino A 31 9
1967-68 Torino A 4 1
1968-69 ND ND ND ND
1969-70 ND

ND

ND

ND

Dati anagrafici
Cognome Meroni Nome Luigi
Nato a Como Data 24/02/1943
Altezza 1,72 Peso 70
Esordio 1/11/62, Genoa-Inter 1-3 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 6
 2

19/3/1966
Francia-Italia 0-0

 

"L'unico vero libero del calcio italiano": così lo ricorda l'amico Agroppi, nei giorni successivi alla sua tragica morte, avvenuta il 15 ottobre 1967, poche ore dopo aver contribuito con una entusiasmante prestazione alla vittoria del Torino sulla Sampdoria. In effetti, è una sorta di corpo estraneo in un calcio che sembra impermeabile ai moti che stanno attraversando la società italiana e mondiale in quella fine degli anni '60, in cui vive la sua intensa e, purtroppo, breve parabola agonistica. Ha iniziato al Como, per poi passare al Genoa, ove è letteralmente esploso, spingendo Pianelli ad investire forte su di lui. In granata, conferma tutto quello che di buono si sa di lui, in senso tecnico: ala estrosa e innamorata del pallone, quando è in giornata decide le gare da solo. Naturalmente, arriva presto anche l'azzurro e potrebbe essere uno dei pezzi su cui innestare la rinascita del nostro calcio, insieme ad altri giovani campioni che stanno emergendo tutti insieme, come Mazzola, Rivera, De Sisti, Riva, Domenghini, Rosato ed altri. Oltre che un vero fuoriclasse è però una persona a tutto tondo, che vive la vita a modo suo e sembra innestarsi a meraviglia in un momento magico, anche dal punto di vista culturale. Mentre i suoi colleghi si muovono in un gretto conformismo teso alla assolutà normalità, Meroni usa invece il suo talento per distinguersi dal resto del mondo, sia nel modo di vestirsi (disegna addirittura i modelli che usa) che in quello di mostrare verso l'esterno una personalità molto più in sintonia con ciò che si muove nella società che col conservatorismo ancora in voga nel mondo calcistico. Quando comincia ad andare in giro per le strade di Torino con una gallina al guinzaglio, le critiche diventano serrate, ma lui se ne infischia. Del resto è il momento della Swingin' London dei Beatles e dalla contestazione giovanile e lui diventa una versione italiana di un altro grande atipico, quel Best indicato da molti come il quinto Beatle. Alla domenica però, ai tifosi basta ed avanza quello che riesce a sfoderare nel corso della gara, quando parte palla al piede e ci vorrebbe una schioppettata per fermarlo. Chissà dove arriverebbe, se non arrivasse quella maledetta notte di ottobre, che rinnova nel modo più terribile il dolore che l'ambiente granata aveva già provato all'epoca di Superga...

 
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