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Anno

Squadra

Serie PT RT
1926-27 Verona DN 18 -
1927-28 Verona DN 8 -
1928-29 Verona DN 22 -
1929-30 Verona B 6 -
1930-31 Roma A 32 -
1931-32 Roma A 33 -
1932-33 Roma A 34 -
1933-34 Roma A 34 -
1934-35 Roma A 29 -
1935-36 Roma A 30 -
1936-37 Roma A 21 -
1937-38 Roma A 21 -
1938-39 Roma A 24 -
1939-40 Roma A 24 -
1940-41 Roma A 15 -
1941-42 Roma A 29 -
1942-43 Roma A 13 -
Dati anagrafici
Cognome Masetti Nome Guido
Nato a Verona Data 22/11/1907
Altezza ND Peso ND
Esordio 28/9/30, Modena-Roma 1-1 Ruolo Portiere
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 2
 -
05/04/1936
Svizzera-Italia 1-2

 

Inizia nel Verona, ove disputa alcuni tornei di Divisione Nazionale, giocando più che discretamente. Poi, gli scaligeri gli comunicano che non hanno più bisogno di lui e si ritrova disoccupato. Decide perciò di presentarsi ad un provino della Roma, che però non lo vede al meglio della forma. Come confesserà in seguito, quel giorno, di fronte a giocatori di gran nome come Bernardini, Ferraris IV, De Micheli, Degni e compagni, si fa vincere da una certa emozione. Alla fine del provino, l'inglese Burgess, che allena i giallorossi, è lapidario: "Portieri come lei ce ne sono a migliaia." Sembra una pietra tombale, ma interviene Fuffo Bernardini a perorare la sua causa e il suo parere nella Roma conta sul serio. Il Dottore ha probabilmente intravisto le doti che renderanno celebre Masetti negli anni a venire, che fanno premio su una tecnica non rifinitissima e il veronese può cominciare la sua leggenda. "C'è Masetti che è primo portiere", recita la mitica Canzone di Testaccio e questo basterebbe per lustrarne a dovere la militanza romanista. Il suo modo di parare è abbastanza strano: mancandogli una presa ferrea, preferisce assestare manate vigorose ai palloni che gli vengono scagliati dagli attaccanti avversari e quando ha effettuato la parata si rialza con uno sguardo da ossesso, col quale sembra fulminare l'incauto che ha voluto sfidarlo. Buona parte del pubblico che assiepa ogni domenica Testaccio, soprattutto quello della curva che con lui usa interloquire durante le fasi di gioco, è convinta che gli manchi qualche rotella. E in effetti, un po' svitato lo è di sicuro, anche nella vita. Nel corso dei ritiri, per allietare il resto della compagnia, usa strimpellare o suonare qualsiasi strumento gli venga a tiro, senza curarsi di non saper suonare. E poi, se gli capita una ragazza a tiro, non lo si regge più. Ma proprio per questo è l'idolo della tifoseria romanista, che in fatto di sanità mentale non scherza, tanto che Testaccio nelle domeniche in cui gioca la Roma, diventa una specie di cabaret. Arriva anche in Nazionale, anche se non va oltre due gare. Pozzo gli preferisce Combi, nei suoi anni migliori e una volta che lo juventino si ritira, arriva un certo Olivieri, per cui partecipa ad entrambi i Mondiali vinti dagli azzurri, ma senza mai giocare. Poi, dopo il Mondiale in Francia, ha un momento di difficoltà e la società entra nell'ordine di idee di trovare un altro numero uno. Proprio mentre sta per trasferirsi al Padova, però, arriva il contrordine. I suoi possibili sostituti, infatti, entrano in crisi uno dietro l'altro, come se ci fosse una maledizione e lui può ritornare a guardia della porta, per la felicità delle sue numerose spalle dei popolari, che possono riprendere a scambiare una battuta dietro l'altra con il veronese. E nell'anno dello scudetto, torna ad un rendimento mostruoso, risultando il migliore in assoluto tra i portieri della massima serie. Ormai, dopo questa vittoria tanto attesa, può cominciare a pensare alla meritata pensione, Rimanendo sempre a disposizione della sua amata Roma, sentendo di avere un debito morale verso la società e i suoi tifosi. Nell'anno in cui la società giallorossa va in serie B per la prima ed ultima volta della sua storia, viene chiamato nelle ultime giornate a cercare di raddrizzare la barca e per poco non riesce nell'impresa. Ma cambia poco, per lui, serie A o B, la Roma è sempre casa sua.

 
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