ARCHIVIO STORICO
 HOME

 STORIE

 SQUADRE

 CAMPIONATI

 GIOCATORI

 COPPA ITALIA

 MONDIALI

 BIG MATCH

 COMMUNITY

 LINKS

 CREDITS

 CONTATTI

 



 
   
Anno

Squadra

Serie PT RT
1944 Alessandria
A
20
-
1945-46 Torino
A
35
-
1946-47 Torino
A
33
-
1947-48 Torino
A
17
1
1948-49 Torino
A
18
-
1954-55 Bari
C
23
-
1953-54 Torino
A
2
-
1954-55 Bari
C
23
-
1953-54 Torino
A
2
-
Dati anagrafici
Cognome Maroso Nome Virgilio
Nato a Crosara di Marostica (Vicenza) Data 26/06/1925
Altezza ND Peso ND
Esordio 14/10/45, Juve-Torino 2-1 Ruolo Terzino
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 7
 1
11/11/45
Svizzera-Italia 4-4


 

Forse il più grande terzino mai espresso dal calcio italiano. Novo lo scova in una squadretta, il Borgata Vittoria e ne intuisce subito le doti da fuoriclasse. Dopo aver disputato il torneo di guerra nelle file dell'Alessandria, è uno dei primi a tornare nel capoluogo dopo la fine delle ostilità e da quel momento la maglia numero tre è indiscutibilmente sua. E' un difensore difficile da superare, come del resto il suo compagno di reparto Ballarin. Rispetto all'ex triestino, però, lui sa attaccare con eguale disinvoltura, tanto che più di un osservatore si spinge a preconizzare una sua evoluzione in grado di portarlo in avanti per usare due piedi che definire fatati non è azzardato. In effetti ha una tecnica straordinaria. In una partita persa dalla Nazionale al Prater, con il punteggio di 5-1, giocata nel 1947, lui è il solo a salvarsi dal naufragio e anzi, si fa ammirare per la sua interpretazione del ruolo, tanto che le gazzette dell'epoca affermano che una buona fetta di pubblico si sposta all'intervallo nella zona di sua competenza per poter continuare ad osservarne attentamente le evoluzioni. Quando prende palla, sembra una vera ala. Il passo è quello del difensore, ma l'estro lo accomuna ai grandi virtuosi dell'epoca. E con un avversario così, per i diretti avversari si fa tutto maledettamente difficile. Solo un infortunio riesce a toglierlo di mezzo nel 1947 e nell'anno successivo, un problema alla caviglia che gli fa saltare molte gare, ma dal quale si è ormai ripreso. E tutti lo aspettano alla definitiva consacrazione, ai Mondiali brasiliani del 1950, che pur essendo lui giovanissimo, sembra studiato apposta per fargli da vetrina. Purtroppo, non ci arriverà mai. Anche lui, infatti, viene coinvolto nella terribile sciagura di Superga, che si porta via il meglio del calcio italiano e lo introduce ad una crisi lunghissima, che termina solo due decenni più tardi.


 
 Attenzione. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del sito può essere riprodotta neanche in maniera parziale, se non chiedendo espressa autorizzazione. Eventuali trasgressori saranno puniti a norma di legge.