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La storia degli anni '30 del
calcio italiano, è piena di misteri e leggende. Nel caso di Maglio, mistero
e leggenda si intrecciano, fornendo un quadro estremamente difficile da
decifrare. Arriva alla Juventus che ha appena iniziato il grande ciclo che
la porterà a vincere cinque scudetti di fila. Le notizie su di lui, sono
scarse, ma quando arriva dimostra di non essere certo un brocco. In
bianconero gioca diciassette partite, mettendo a segno sei reti, bottino non
disprezzabile se si considerano le difficoltà incontrate da giocatori che
hanno maggiori credenziali rispetto a lui. E soprattutto, porta via il posto
ad un certo Cesarini, proprio l'uomo delle reti nei minuti finali. Solo che
non è propriamente un simpaticone: "Cina" Bonizzoni, lo descrive come una
sorta di jettatore, sempre vestito di nero e con una lobbia scura che si
toglie per ravviarsi i capelli con un pettine. Sul campo, però, ci sa fare e
non potrebbe essere altrimenti per portare via il posto ad un campione come
Cesarini. Il quale lo recupera solo quando lui toglie il disturbo senza
salutare nessuno. E su questa scomparsa, si innesta l'altro filone giallo,
quello in base al quale sarebbe proprio Cesarini ad inviare alcuni suoi
amici a convincere il rivale che non è il caso di rimanere a Torino. Realtà
o leggenda, di Maglio, almeno in Italia non si avranno più notizie, se non
per sentito dire. |