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Anno

Squadra

Serie PT RT
1949-50 Lecco
C
ND ND
1950-51 Milan
A
-
-
1951-52 Milan
A
-
-
1952-53 Milan
A
8
2
1953-54 Milan
A
7
-
1954-55 Atalanta
A
16
1
1955-56 Atalanta
A
21
5
1956-57 Atalanta
A
30
4
1957-58 Atalanta
A
31
2
1958-59 Atalanta
B
35
11
1959-60 Atalanta
A
34
6
1960-61 Atalanta
A
29
8
1961-62 Lazio B 25 10
1962-63 Lazio B 9 1
1963-64 Vis Pesaro D - -
1964-65 Lecco B 24 4
1965-66 Lecco B 10 1
Dati anagrafici
Cognome Longoni Nome Angelo
Nato a Lecco Data 17/01/1933
Altezza 1,67 Peso 65
Esordio 5/10/52, Roma-Milan 2-1 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 1
 2
09/12/1956
Italia-Austria 2-1

 

Inizia a mettersi in mostra nel Lecco e la sua fama si sparge ben presto, spingendo molti osservatori ad interessarsi di lui. Tra questi, quelli del Milan, le cui recensioni debbono essere lusinghiere, tanto da spingere la società rossonera ad acquisirne il cartellino. Per due anni si limita a giocare con le squadre giovanili, ove però non manca di mettersi in evidenza e nel frattempo studia i grandi, per carpirne i segreti. Nell'ottobre del 1952 arriva finalmente il suo momento, e fa l'esordio in massima serie, in una gara all'Olimpico che è appena stato inaugurato. La concorrenza è però troppa in una squadra che proprio in quel lasso di anni, sotto l'impulso del famoso trio Gre-No-Li è tornata in vetta e dopo due anni lascia Milano in direzione Bergamo. Sembra una bocciatura, ma non è, tutt'altro, poichè a Bergamo trova lo spazio per mettersi finalmente in mostra. E' una vera ira di Dio sulla fascia, con la sua corporatura minuscola a far danna re gli avversari. Tecnica sopraffina, sembra tarantolato e non si arresta mai. Prende possesso della fascia di sua pertinenza e semina gli avversari per poi andare sul fondo a scodellare il traversone o converge al centro, ove fa partire sinistri velenosi che spesso terminano la corsa in fondo al sacco, anche se il suo altruismo lo fa propendere spesso per l'assist al compagno meglio piazzato. Diventa presto l'idolo della tifoseria atalantina e con Rasmussen fa letteralmente impazzire le difese avversarie, almeno sino a quando il compagno di attacco non si infortuna gravemente, dando l'addio al calcio. Nel 1956 fa anche l'esordio in azzurro, in una gara contro l'Austria nella quale segna la doppietta del successo. Abbastanza incredibilmente, non viene mai più chiamato, segno evidente che gli manca qualche santo in paradiso. Non gli rimane che ripiegare sull'Atalanta, che diventa la sua nazionale e nella quale continua a giocare su livelli altissimi sino al 1961, quando viene chiamato dalla Lazio, appena caduta per la prima volta in serie B. A Roma rimane due anni e nel secondo comincia a dar luogo ai primi segnali di crisi. Ormai sta andando verso la trentina e il logorio di una attività incessante comincia a lasciare i suoi segni. Va a Pesaro e poi torna dove era partito, nella sua Lecco, per giocare le ultime due stagioni di una carriera luminosa. Infine, nell'estate del 1966 decide di appendere gli scarpini al chiodo e di cominciare la carriera di allenatore.


 
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