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Anno

Squadra

Serie PT RT
1936-37 Fiumana
C
ND

ND

1937-38 Milan
A
2
1
1938-39 Milan
A
21
4
1939-40 Milan
A
30
5
1940-41 Venezia
A
30
7
1941-42 Venezia
A
30
6
1942-43 Torino
A
30
9
1944 Torino
A
16
8
1945-46 Torino
A
39
16
1946-47 Torino
A
30
12
1947-48 Torino
A
33
16
1948-49 Torino
A
28
9
Dati anagrafici
Cognome Loik Nome Ezio
Nato a Fiume (Yugoslavia) Data 02/09/1919
Altezza ND Peso ND
Esordio 16/01/1938, Liguria-Milan 1-1 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 9
 4
05/04/1942
Italia-Croazia 4-0

 

Non è un modello di stile, un figurino alla Giovanni Ferrari e proprio per questo, ai suoi esordi viene sottovalutato. Dalla Fiumana si trasferisce al Milan, ove gioca per tre anni, senza però destare eccessivi entusiasmi. I tifosi rossoneri e la stessa dirigenza, non si accorgono dell'oro che hanno a portata di mano e, nell'estate del 1940 il Milan lo sbologna al Venezia, ove una volpe come Bennati ha intravisto l'affare. In laguna, trova un altro giocatore che in quegli anni ha visto sminuite le sue doti, un certo Valentino Mazzola e dall'unione tra i due sorge la più grande coppia di interni che il calcio italiano abbia mai avuto. Loik è il prototipo dell'interno sgobbone, come vengono chiamati in quegli anni i centrocampisti che fanno continuamente la spola tra la difesa e l'attacco senza fermarsi un attimo. La cosa che emerge, vedendolo giocare, è che il suo continuo andirivieni non ha eccessivi effetti sulla lucidità del suo gioco. Sembra avere sette polmoni e alla potenza del suo gioco di interdizione, accoppia una finezza in quello di costruzione che è tipico dei campioni. Inoltre ha una castagna niente male, che non di rado piega le mani ai portieri avversari. Nell'estate del 1942, lui e il suo degno compare Mazzola, passano al Torino e può iniziare il mito del Grande Torino. Novo ha compreso la loro importanza e non esita a riempire di soldi il capiente portafogli di Bennati, aggiungendoci anche un ottimo giocatore come Petron, che pure è uno dei migliori interni italiani. Lui, però, è un altra cosa e lo dimostra presto. Anche Pozzo si è accorto di quanto sia importante per l'economia di squadra e lo ha già fatto esordire in azzurro, anche se ormai non più tempo di incontri internazionali, visto che la guerra infuria. Quando la Federazione ordina la sospensione dei tornei, si tiene in allenamento giocando quello di guerra e alla ripresa non si fa trovare impreparato. ha una continuità di rendimento impressionante e migliora invecchiando, come il buon vino. Ormai gli manca solo la consacrazione internazionale che dovrebbe arrivare ai Mondiali brasiliani del 1950. Purtroppo, il 4 maggio del 1949 l'aereo che riporta il grande Torino a casa, va ad infrangersi sul muraglione di Superga e anche per lui non ci sarà l'occasione tanto attesa...  

 
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