ARCHIVIO STORICO
 HOME

 STORIE

 SQUADRE

 CAMPIONATI

 GIOCATORI

 COPPA ITALIA

 MONDIALI

 BIG MATCH

 COMMUNITY

 LINKS

 CREDITS

 CONTATTI

 



 
   
Anno

Squadra

Serie PT RT
1948-49 Norrkoepping (Svezia)
1949-50 Milan
A
37
18
1950-51 Milan
A
31
13
1951-52 Milan
A
38
9
1952-53 Milan
A
30
6
1953-54 Milan
A
31
10
1954-55 Milan
A
28
6
1955-56 Milan
A
31
1
1956-57 Milan
A
26
4
1957-58 Milan
A
24
7
1958-59 Milan
A
30
1
1959-60 Milan
A
28
3
1960-61 Milan
A
25
3
Dati anagrafici
Cognome Liedholm Nome Nils
Nato a Waldemskwik (Svezia) Data 08/10/1922
Altezza 1,83 Peso 82
Esordio 11/9/49, Samp-Milan 1-3 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Una delle leggende più durature del calcio italiano. Arriva in Italia nel 1949-50, quando è appena scoppiata la mania per i giocatori del Nord Europa e insieme a Nordhal e Gren segna in maniera indelebile una delle epoche più belle della storia rossonera. Il trio Gre-No-Li, infatti, riporta lo scudetto dopo decenni di digiuno ed entra nell'immaginario collettivo per forza ed eleganza. Lui, in particolare, è un interno dalla capacità motoria inesauribile, che però si sposa ad una tecnica di primordine. Calmo, capace di impostare il gioco con grande precisione geometrica, dispone anche di una ragguardevole botta dalla distanza, con la quale si diverte a sforacchiare i portieri avversari. Sbaglia pochissimo, tanto che alla fine della carriera si diverte a raccontare un aneddoto non si sa quanto vero, in base al quale il giorno in cui sbaglia un passaggio, dopo anni in cui non era mai incorso in simile errore, il pubblico di San Siro scoppia in un interminabile applauso. Probabilmente è una innocente vanità, ma in effetti i suoi errori sono limitatissimi e considerato che gioca una infinità di palloni nel corso della gara, è una dote preziosa. Gioca la bellezza di dodici stagioni con il Milan, vincendo moltissimo, per poi ritirarsi alla bella età di trentotto anni. E qui comincia la seconda parte della sua leggenda, in quanto passa sulla panchina, avviando una carriera forse ancora più eccezionale. Nel corso della quale riesce nell'impresa di portare il secondo scudetto della storia a Roma. Proprio ai giallorossi, infatti, è legata buona parte della sua carriera di allenatore. Arriva sotto il Colosseo nel corso del 1973-74, quando rileva il filosofo Scopigno e nella annata successiva porta la Roma ad un terzo posto che non si vedeva da due decenni. Esonerato da Anzalone, va a vincere lo scudetto della stella al Milan e torna a Roma per terminare l'opera appena iniziata. Il suo melone diventa sinonimo di successo, anche grazie al binomio con Paulo Roberto Falcao. La Roma vince con la sua zona atipica lo scudetto, dopo averne perso uno per una scandalosa decisione arbitrale che spinge la Juventus verso l'ennesimo titolo e, soprattutto, arriva ad un passo dalla Coppa dei Campioni, persa all'Olimpico col Liverpool ai rigori. Proprio quella notte, termina anche il ciclo romano del Barone, anche se tornerà ancora una volta per ricostruire la squadra dopo l'era Eriksson. Poi, a poco a poco si allontana dal calcio giocato e diventa una sorta di padre nobile in una Roma profondamente cambiata. Muore Viola, il presidente della rinascita giallorossa e per lui non c'è più spazio. Anche se rimane nel cuore della tifoseria romanista, come colui che ha costruito l'epoca più bella della storia romanista. 

 
 Attenzione. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del sito può essere riprodotta neanche in maniera parziale, se non chiedendo espressa autorizzazione. Eventuali trasgressori saranno puniti a norma di legge.