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LA FONDAZIONE

Era una fredda mattinata di gennaio del 1900, quando nove ragazzi della piccola borghesia romana decisero di fondare quella che col passare dei decenni sarebbe diventata una delle società calcistiche più importanti d'Italia. Tra di loro spiccava però la figura di Luigi Bigiarelli (nella fotografia a sinistra)... 

A fondare la Lazio fu Luigi Bigiarelli, anche se le cronache dell'epoca indicano in nove persone gli artefici della nascita della società biancoceleste. Oltre a Bigiarelli, parteciparono infatti all'impresa il fratello Giacomo, Odoacre Aloisi, Alceste Grifoni, Galileo Massa, Arturo Balestrieri, Enrico Venier, Alberto Mesones e Giulio Lefevre. Tra di loro naturalmente, spiccava la figura di Luigi Bigiarelli e non solo perchè fu la vera mente della fondazione laziale. Bigiarelli era un sottufficiale dei bersaglieri reduce dalla tragica battaglia di Adua del 1896, nel corso della quale aveva dovuto sottoporsi ad una massacrante ritirata che era stata possibile proprio grazie alle sue grandi doti atletiche, che gli avevano permesso di salvarsi, a differenza di tanti dei suoi commilitoni che pagarono con la vita la tragica fine del sogno coloniale di Francesco Crispi.
I nove giovanotti in questione, animati dall'entusiasmo e da poco altro, furono in pratica costretti a fondare la Lazio. Essi infatti, decisero di fondare una società per poter partecipare ad una gara podistica riservata esclusivamente ai tesserati e alla quale loro, provvisti soltanto di grande passione per lo sport in generale, non avrebbero potuto altrimenti partecipare.
E proprio in considerazione di questo fatto la Società Sportiva Lazio sorse in origine come società podistica. L'esordio della nuova società avvenne il 21 aprile del 1900 in occasione di una gara di corsa organizzata su un tracciato che andava da Porta Pia a Piazza del Popolo, nel quale la Lazio vinse il premio di squadra, grazie all'ottima prova dei suoi atleti, che si piazzarono tutti alle spalle di due atleti di Torino nel seguente ordine: terzo Lefevre, quarto Golini, quinto Balestrieri e sesto Massa. Migliore esordio non poteva esserci per una società appena nata.

BIANCO E CELESTE

Dalla scelta dei colori alle prime vittorie sportive, cominciano a dipanarsi le tragicomiche avventure della nuova società. La prima sede sociale, sita in Via Valadier 6 e il primo Presidente effettivo nella storia laziale. Sino all'arrivo del fatidico primo pallone mai visto a Roma.

Una volta scelto il nome della neonata società, che Bigiarelli aveva proposto fosse Lazio in quanto in nome della città era già stato scelto da altre società capitoline, rimanevano i colori sociali i quali, anch'essi scelti da Bigiarelli, furono il bianco e il celeste della bandiera greca. Perchè la Grecia? Perchè proprio in terra ellenica si erano svolte nel 1896, su impulso del Barone De Coubertin, le prime Olimpiadi dell'era moderna, che avevano segnato la rinascita dell'ideale olimpico del quale Bigiarelli era un fervente cultore e al quale aveva consacrato le sue gesta di emerito sportivo dell'epoca (fu ottimo podista e ciclista). Per quanto concerne il simbolo, i fondatori decisero invece di rivolgersi all'aquila ad ali spiegate, presa di peso dall'iconografia della Roma imperiale della quale appunto rappresentava la potenza.
Dopo la scelta dei colori e del simbolo sociale, non rimaneva che un ultimo passo per poter dare stabilità all'attività sportiva, la scelta di una sede che fu presto individuata in una via nei pressi di Piazza Risorgimento, Via Valadier. Al numero civico 6 (in alto nella foto) fu affittata una stanzetta che ben presto divenne il punto di ritrovo dei tanti giovani del popolo desiderosi di cimentarsi nelle più svariate attività sportive, tanto che ben presto il grande afflusso spinse la Lazio a dotarsi di una nuova sezione da affiancare a quella podistica, la natatoria. Da rimarcare che secondo alcune fonti, la sede di Via Valadier sarebbe la seconda, in quanto la prima sarebbe quella di via degli Osti 15. Proprio la sede di Via Valadier fu comunque teatro di un episodio cruciale nella storia del calcio romano allorchè, nei primi giorni del 1901, arrivò un certo Bruto Seghettini il quale, sostenendo di essere socio del Racing Club di Parigi, recò con sè il primo pallone di cuoio mai visto a Roma. Il primo contatto con la sfera di cuoio avviò l'attività calcistica, anche se per vedere la prima partita di calcio contro altre formazioni fu necessario aspettare ancora, mentre continuava a segnalarsi la sezione podistica che, nello stesso anno, si aggiudicò il Giro di Milano, sia nella marcia, con Leone Zangrilli, che nella corsa, grazie a Pericle Pagliani.

SE NE VA BIGIARELLI, ARRIVA BALLERINI

La vendita dei trofei sociali da parte dei soci della Lazio provoca l'addio di Bigiarelli. Con l'addio del suo fondatore non finisce però l'era romantica della società biancoceleste. Ad impersonarne gli ideali arriva Fortunato Ballerini, l'uomo che tutti conoscono perchè aveva aiutato Dorando Pietri a Londra.

La sede di Via Valadier non costava moltissimo, ma nonostante ciò era difficile per i soci non proprio danarosi della Lazio di allora onorare ogni mese il contratto di affitto. Per pagare l'affitto della prima sede sociale, i soci della Lazio, alle prese con le ristrettezze di quei primi momenti, ritennero perciò di dover vendere le medaglie sociali conquistate sino ad allora. Non avevano però calcolato bene le loro mosse. Ciò venne preso infatti come un irrimediabile affronto da Bigiarelli, il quale decise di emigrare in Francia al seguito del fratello gioielliere, per non dover più sottostare a quello che considerava come un vero e proprio sacrilegio e come uno sfregio fatto agli ideali che lo avevano animato nell'atto di far nascere la società biancoceleste. Non dimenticò mai però la sua creatura, tanto che si portò al seguito una muta di divise sociali con le quali partecipò a varie gare sportive, tenendo sempre alto il nome della Lazio.
Il primo presidente effettivo della Lazio, fu Giuseppe Pedercini, al quale successe nel 1902, quello che viene unanimamente ricordato come uno dei maggiori dirigenti della storia laziale, Fortunato Ballerini. Ballerini (nella foto in alto) è famoso tra l'altro perchè molti lo ricordano essere l'uomo che sorresse Dorando Pietri nelle ultime fasi della sfortunata maratona di Londra, che vide il generoso maratoneta italiano squalificato dopo aver varcato per primo il traguardo, proprio per gli aiuti ricevuti nelle ultime fasi della corsa. Proprio con Ballerini la Lazio iniziò la grande crescita organizzativa che ne fece una delle maggiori polisportive del nostro paese, anche se sotto la sua guida il settore calcistico non ebbe lo sviluppo che i soci più appassionati del nuovo gioco avrebbero voluto, soprattutto a causa della preferenza accordata da Ballerini a quel dilettantismo che riteneva fosse il vero e proprio marchio di fabbrica della società da lui presieduta.