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Anno

Squadra

Serie PT RT
1953-54 Norrk÷ping
A
8
1
1954-65 Norrk÷ping
A
22
16
1955-56 Norrk÷ping
A
22
11
1956-57 Norrk÷ping
A
22
11
1957-58 Norrk÷ping
A
30
11
1958-59 Norrk÷ping
A
22
7
1959-60 Norrk÷ping
A
22
15
1960-61 Fiorentina
A
8
1
1961-62 Roma
A
17
9
1962-63 Roma A 25 5
1963-64 Mantova A 27 5
1964-65 Mantova A 33 4
1965-66 Mantova B 35 4
1966-67 Mantova A 24 3
1967-68 Norrk÷ping A 6 -
1968-69 Norrk÷ping A 16 4
1969-70 Norrk÷ping A 18 8
1970-71 Norrk÷ping A 20 9
1971-72 Norrk÷ping A 22 1
1972-73 Norrk÷ping A 12 -
Dati anagrafici
Cognome Jonsson Nome Torbjorn
Nato a Ljusne (Svezia) Data 06/05/1936
Altezza 1,80 Peso 80
Esordio 16/9/62, Bologna-Vicenza 2-1 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 3
 -
-

 

E' l'ennesimo svedese che arriva nel nostro paese in cerca di lauti ingaggi. La Fiorentina lo preleva dal Betis Siviglia nell'estate del 1961, dopo aver ricevuto giudizi lusinghieri che sembrano garantire l'acquisto di un vero campione. In effetti, in patria ha giÓ avuto modo di farsi notare, tanto da esordire in nazionale e da vincere il premio come miglior giocatore svedese del 1960. A sorpresa, per˛, dopo sole otto partite, nelle quali giÓ si Ŕ fatto apprezzare, la dirigenza viola decide di cederlo alla Roma, per fare spazio al turco Can Bart¨, provocando la piccata reazione di Milani il quale non usa mezze misure: "Come si pu˛ vincere se si cede un campione, per avere un brocco?" Milani ha ragione, anche se Jonsson continuerÓ ad essere sottovalutato in tutto il corso della sua militanza italiana. Il motivo sta nel fatto che Ŕ uno di quei giocatori che non badano allo stile, preferendo la concretezza. E' un vero e proprio cavallone, quando parte in progressione Ŕ difficile fermarlo, anche in considerazione di una stazza poderosa. E dispone di un tiro non male, con il quale sbriga le situazioni pi¨ ingarbugliate, quando la squadra non riesce a penetrare nei bunker avversari. A volte si perde il pallone per strada, ma nelle giornate di grazia Ŕ meglio non trovarsi tra i suoi piedi, si rischia di essere calpestati. In una Roma piena di fini dicitori, la praticitÓ del suo gioco Ŕ benedetta, soprattutto quando il campo Ŕ pesante e servono i cingoli per restare in piedi. In giallorosso gioca per due stagioni e soprattutto nella prima Ŕ spesso decisivo, riuscendo a farsi stimare dalla tifoseria per serietÓ ed impegno. Nell'estate del 1963, viene ceduto al Mantova, nella sciagurata operazione che porta Sormani nella Capitale. Mentre il brasiliano si perde presto dietro la difficoltÓ a reggere psicologicamente le responsabilitÓ, lo svedese non si fa smontare da quella che sembra una retrocessione e apporta il suo ottimo contributo alla squadra lombarda, diventandone una vera e propria colonna. E si leva anche la soddisfazione di segnare ai suoi ex compagni, nella prima partita disputata nel suo ex stadio, oltre a batterli nel ritorno in terra lombarda, quando, ancora una volta, le grandi aspettative di inizio torneo si sono dissolte e il povero Sormani Ŕ entrato in una crisi dalla quale uscirÓ solo lasciando Roma. Jonsson, invece, continua a giocare su buoni livelli e si guadagna un posto nel cuore della tifoseria virgiliana, che ne apprezza la combattivitÓ e la professionalitÓ. E' infatti di quelli per i quali la partita si gioca sino al novantesimo e che accetta la sconfitta solo al triplica fischio arbitrale. Dopo quattro stagioni, giocate sempre al massimo delle possibilitÓ, lascia infine l'Italia.

 

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