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Anno

Squadra

Serie PT RT
1962-63 Bologna
A
34
8
1963-64 Bologna
A
34
7
1964-65 Bologna
A
30
11
1965-66 Bologna
A
31
12
1966-67 Bologna
A
29
9
1967-68 Bologna
A
21
1
1968-69 Juventus
A
25
6
1969-70 Juventus A 27 3
1970-71 Juventus A 23 5
1971-72 Juventus A 23 5
1972-73 Juventus A 18 2
1973-74 FC Augsburg B 27 3
1974-75 FC Augsburg B 29 9
1975-76 FC Augsburg B 15 3
1976-77 Schwenningen B 2 -
1977-78 FC Augsburg B 14 -
Dati anagrafici
Cognome Haller Nome Helmut
Nato a Augsburg (Germania) Data 21/07/1939
Altezza 1,77 Peso 77
Esordio 16/9/62, Bologna-Vicenza 2-1 Ruolo Mezzala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

La leggenda narra che Dall'Ara, sulla strada del ritorno dalla Germania, vada a finire in un fosso con la sua macchina e ne riemerga, contratto in mano, affermando: "Haller è qui, ce l'ho in pugno". Leggenda o meno, il presidente del Bologna ha ragione di essere orgoglioso del colpaccio appena siglato. Helmut Haller, infatti, è uno dei migliori interni europei degli anni '60 e si è già messo in luce con la sua Nazionale ai mondiali cileni, mettendosi a disposizione di Uwe Seeler, per il quale ha rappresentato una rampa di lancio ideale. Proprio nelle partite disputate ai Mondiali lo ha ammirato il presidente del Bologna, uno che di calcio ne capisce e che comprende subito che quel tracagnotto tedesco, a dispetto di un fisico non proprio da atleta, può fare la differenza nella squadra che sta costruendo. Il suo gioco, è costituito da un repertorio vastissimo, nel quale risalta la grande fantasia e la capacità di disegnare geometrie perfette. Inoltre, ha dribbling e un tiro micidiale, da tutte le posizioni, che gli consente ogni anno di raggranellare un buon bottino di marcature. Ha cominciato in una squadra di non grandissimo nome, l'Augsburg, ove ha subito fatto vedere di essere giocatore di classe superiore. Ma in Italia, trova i palcoscenici adatti nei quali farsi ammirare. Dall'Ara, esagerando, lo presenta dicendo che vale tre volte Sivori. Sicuramente è una iperbole, ma il giocatore c'è tutto. Con il suo arrivo, Bernardini sposta indietro Bulgarelli, in modo da fargli spazio nel settore avanzato nel suo ruolo naturale di mezzala di punta. In questo modo, lascia ampi spazi e libertà tattica al tedesco, il quale va a guidare una prima linea che già può vantare Perani, Bulgarelli, Nielsen e Pascutti e che raggiunge le massime vette di rendimento e spettacolarità, tanto da far dire al tecnico che così, si gioca solo in Paradiso. Naturalmente, la tifoseria bolognese non tarda ad eleggerlo a suo beniamino, e lui non si fa pregare per ripagare tanto amore. E' uno dei maggiori protagonisti della annata 1963-64, quella che termina consegnando al Bologna il settimo scudetto, dopo lo spareggio di Roma con l'Inter. Anche France Football lo celebra, inserendolo nelle nomine per il miglior giocatore europeo, graduatoria che lo vede al 14° posto nella classifica del pallone d'oro 1964. Entrerà in questa prestigiosa classifica anche nel 1966 (18°) e nel 1967 (16°). Nel 1967-68, però, il suo rendimento cala in maniera esponenziale e il Bologna decide di monetizzare la sua cessione alla Juventus. A Torino, Haller si riprende e ricomincia a far vedere il suo campionario di prodezze, anche se l'età che avanza lo costringe a prendersi qualche pausa di troppo. Offre però un ottimo contributo allo scudetto del 1971-72, quello della linea verde, mettendo la sua esperienza e la sua sapienza tecnica a disposizione dei tanti giovani che stanno inaugurando un nuovo ciclo di trionfi. Nell'estate del 1973, infine, decide di tornare a casa, all'Augsburg, per concludere una grandissima carriera.

 

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