ARCHIVIO STORICO
 HOME

 STORIE

 SQUADRE

 CAMPIONATI

 GIOCATORI

 COPPA ITALIA

 MONDIALI

 BIG MATCH

 COMMUNITY

 LINKS

 CREDITS

 CONTATTI

 



 
   
Anno

Squadra

Serie PT RT
1931 Estudiantes

A

34 15
1932 Estudiantes

A

28

17

1933 Estudiantes
A
3 -
1933-34 Roma
A
32 14
1934-35 Roma A

29

28

1936 Racing A 13 -
1937 Racing A

23

8

1938 Racing

A

23 8
1939 Racing

A

4

1

1954-55 Alessandria B 13 -
Dati anagrafici
Cognome Guaita Nome Enrique Lucas
Nato a Argentina Data 15/07/1910
Altezza ND Peso ND
Esordio 10/9/33, Brescia-Roma 1-0 Ruolo Attaccante
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 10
 5
11/02/1934
Italia-Austria 2-4


 

Il Corsaro Nero, uno dei più grandi attaccanti mai apparsi sui campi italiani. Il suo acquisto da parte della Roma, provoca una mezza sollevazione da parte dei tifosi dell'Estudiantes, che di motivi per arrabbiarsi ne hanno in effetti parecchi. Arrivato a Roma, ha qualche difficoltà iniziale, ma appena supera i problemi di ambientamento fa vedere tutti i suoi numeri. Pur non dotato di un fisico poderoso, a differenza di molti suoi connazionali possiede un grande coraggio e non arretra di un centimetro di fronte alla scorrettezza dei suoi avversari. Dotato di ottima tecnica, è capace di giostrare con eguale efficacia all'ala o al centro dell'attacco e possiede un tiro dalla media distanza ragguardevole. Inoltre, dimostra un attaccamento alla maglia straordinario. Nel 1934, la squadra parte per Milano senza di lui, che è rimasto ammaccato nel corso della disfida di Highbury contro l'Inghilterra. Non vuole darsi per vinto e, dopo essersi sottoposto ad una serie di infiltrazioni, prende il treno della notte per recarsi nella metropoli lombarda dove, il giorno successivo, segna la rete della vittoria romanista con l'Ambrosiana. Anche Vittorio Pozzo si accorge di lui, tanto da dargli una maglia per i Mondiali del 1934, nei quali, ancora una volta risulta decisivo. Nel corso del torneo 1934-35, stabilisce un record mai più eguagliato: 28 reti in 29 partite. Poi, arriva quella maledetta fuga che impedisce alla Roma di vincere lo scudetto 1935-36 e praticamente segna la fine della sua carriera ad alto livello. Tornato in Argentina, infatti, gioca ancora qualche anno, per poi diventare direttore di un penitenziario. qualche anno più tardi, confesserà a Pozzo, il vecchio tecnico con cui aveva vinto il Mondiale, che quella fuga fu un grandissimo errore.

 

 Attenzione. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del sito può essere riprodotta neanche in maniera parziale, se non chiedendo espressa autorizzazione. Eventuali trasgressori saranno puniti a norma di legge.