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Anno

Squadra

Serie PT RT
1937 Garda G. A 1 -
1938 Garda G. A 22 4
1939 Garda G. A 22 8
1940 Garda G. A 9 4
1941 IFK A 26 10
1942 IFK A 22 9
1943 IFK A 21 11
1944 IFK A 16 8
1945 IFK A 19 14
1946 IFK A 20 18
1947 IFK A 22 8
1948 IFK A 22 1
1949-50 Milan A 37 18
1950-51 Milan A 36 9
1951-52 Milan A 31 7
1952-53 Milan A 29 4
1953-54 Fiorentina A 32 3
1954-55 Fiorentina A 23 2
1955-56 Genoa A 29 2
1956-57 Orgryte A 29 4
1957-58 Orgyte A 32 3
Dati anagrafici
Cognome Gren Nome Gunnar
Nato a Goteborg (Svezia) Data 31/10/1920
Altezza ND Peso ND
Esordio 11/9/49, Samp-Milan 1-3 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Sembra un insegnante di liceo, invece riserva il suo indiscusso magistero al calcio. Viene soprannominato "Il professore", perchè ogni sua giocata è il frutto di un ragionamento raffinato, teso a ricavare il massimo usufrutto. Arriva in Italia dall'IFK quando è già abbastanza avanti negli anni, ma se lui non corre più moltissimo, al contempo fa correre il pallone come pochi. Regista dotato di mezzi tecnici formidabili, ricorre alle giocate difficili solo se costretto, anche se ogni tanto non disdegna il colpo di tacco, che però deve avere una finalità utile alla squadra, non certo alla folla. Imposta il gioco con un gusto per la geometria innato, che gli consente di vedere prima degli altri la possibile evoluzione dell'azione. E quando è il caso, si inserisce in avanti per concludere personalmente l'azione, anche se di solito preferisce il passaggio illuminante ai compagni di attacco. E poi, non c'è bisogno di andare ad intasare l'area, visto che nel Milan ha come compagno di squadra un certo Gunnar Nordhal, capace di fare reparto da solo e di capitalizzare al meglio tutti i palloni che arrivano sui piedi o sulla testa. Con Nordhal e Liedholm forma un trio che rimane nella storia del calcio italiano e che fa le fortune di un Milan che aspetta da decenni di tornare in vetta. Ed è proprio Gren a indicare la via ai compagni, da vero e proprio allenatore in campo. Quando bisogna alzare il ritmo o rifiatare un attimo in vista dell'assalto, è sempre lui a dare il ritmo al resto della banda. E' assai difficile che perda il pallone o che sbagli un passaggio. Purtroppo, l'età è il suo unico difetto e dopo quattro anni a Milano, la società decide di spedirlo alla Fiorentina, ove continua a giocare su altissimi livelli di rendimento per un biennio, prima di concludere la sua esperienza italiana con il Genoa. Una volta tornato in patria, però, si concede un degno finale per una grandissima carriera, tornando a vestire la maglia della sua Nazionale per i Mondiali svedesi del 1958, che affronta alla bella età di 38 anni, dimostrando di avere ancora qualcosa da dire. La sua Svezia arriva sino alla finalissima, dove deve inchinarsi alla stella nascente di Pelè. Dopo di che, può ritirarsi dal calcio giocato e cominciare la carriera da allenatore che lo vedrà arrivare sulla panchina della Juventus.


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