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Anno

Squadra

Serie PT RT
1949 Penarol A 18 8
1950 Penarol A 28 4
1951 Penarol A 26 2
1952 Penarol A 28 4
1953 Penarol A 27 4
1953-54 Roma
A
34
4
1954-55 Roma
A
26
2
1955-56 Roma
A
28
4
1956-57 Roma
A
27
4
1957-58 Roma
A
29
2
1958-59 Roma
A
29
1
1959-60 Roma
A
17
1
1960-61 Roma
A
11
1
1961-62 Milan
A
4
-
Dati anagrafici
Cognome Ghiggia Nome Alcides
Nato a Montevideo (Uruguay) Data 22/12/1926
Altezza ND Peso ND
Esordio 13/9/53, Roma-Genoa 4-0 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 5
 1
26/05/1957
Portogallo-Italia 3-0


 

E’ universalmente noto come l’uomo che fa piangere il Brasile. Il suo goal nella partita decisiva del mondiale 1950, contro i padroni di casa verdeoro, getta un intero paese nel lutto più profondo e lo proietta alla grande notorietà internazionale. Nell'estate del 1953, il suo acquisto da parte della Roma solleva grandissimo entusiasmo in una tifoseria che spera di poter finalmente rivivere il fasti del 1941-42. Quando il presidente Sacerdoti, con grandissimo senso teatrale, annuncia il suo acquisto, nel corso di una affollatissima assemblea sociale, scatena una vera apoteosi. Ala di straordinaria classe, Ghiggia risponde in pieno ai canoni estetici delle grandi ali del calcio sudamericano. Finte, dribbling, fantasia e intelligenza sono le sue armi, il suo vero marchio di fabbrica. Segna poco, ma fa segnare moltissimo i suoi compagni. Quando prende la palla, si può essere sicuri che arriverà sul fondo per lasciar partire i suoi caratteristici traversoni radenti. E le rare volte che decide di andare personalmente alla conclusione, nascono goal d'autore. Gambe lunghissime innestate su un tronco che sembra ancora più piccolo a causa della naturale tendenza ad ingobbirsi, contro di lui gli avversari usano una violenza intimidatoria che raramente si è vista sui nostri campi. Quando non lo fanno, il pubblico può essere sicuro di assistere ad uno spettacolo indimenticabile, perché è praticamente impossibile staccargli la sfera di cuoio dal piede. Purtroppo, la Roma manca in quegli anni di uno sfondatore al centro dell’attacco. Cerca ripetutamente di acquisire Gunnar Nordhal, ma il Pompierone arriverà solo alla fine della carriera, quando la sua forza fisica si è notevolmente affievolita. Il suo gioco, così, viene solo parzialmente sfruttato da una squadra ricca di artisti del pallone, ma incapace di concretizzare il gioco espresso. Arrivato in Italia come oriundo, viene anche impiegato nella squadra azzurra, ove però non ha particolare fortuna soprattutto a causa del difficile momento che sta vivendo il calcio italiano dopo la sciagura di Superga. Viene così coinvolto, suo malgrado, nella incredibile eliminazione dell’Italia dalla fase finale dei Mondiali del 1958. Nei suoi otto anni romani, dimostra che la sua fama è tutt'altro che usurpata. Nell'estate del 1961, la Roma lo cede al Milan, ove però dimostrerà di essere arrivato al capolinea, giocando appena quattro partite, in tono minore. Ormai, è arrivato il momento di tornare a casa. 

 

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