ARCHIVIO STORICO
 HOME

 STORIE

 SQUADRE

 CAMPIONATI

 GIOCATORI

 COPPA ITALIA

 MONDIALI

 BIG MATCH

 COMMUNITY

 LINKS

 CREDITS

 CONTATTI

 



 
   
Anno

Squadra

Serie PT RT
1946-47 Cologna Veneta
1947-48 Verona
B
1 -
1948-49 Verona
B
17 3
1949-50 Palermo
A
19 -
1950-51 Palermo
A
34 -
1951-52 Lazio
A
35 -
1952-53 Lazio
A
14 -
1953-54 Lazio
A
28 1
1954-55 Lazio
A
20 -
1955-56 Lazio
A
19 2
1956-57 Lazio A 13  -
1957-58 Lazio A 18  -
1958-59 Juventus
A
8  -
Dati anagrafici
Cognome Fuin Nome Luigi
Nato a Cologna Veneta (Verona) Data 22/02/1928
Altezza 1,77 Peso 71
Esordio 17/9/50, Roma-Palermo 1-2 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Mediano di finissima grana tecnica, rimane ancora oggi imprigionato in una leggenda sorta negli anni '50, agli albori del calciomercato. In base ad essa, Fuin, sarebbe stato il regalo fatto dal principe Lanza di Trabia alla attrice Olga Villi per il matrimonio, con il trasferimento dal Palermo alla Lazio. Una delle tante leggende sorte intorno allo stravagante nobile siciliano che è considerato il vero e proprio fondatore del calciomercato e che caratterizzò con la sua figura i primi vagiti della annuale fiera del Gallia. In realtà, "Gegè" Fuin è uno dei migliori laterali del calcio italiano degli anni '50 e uno dei più tecnici in assoluto del periodo successivo alla guerra. Formatosi nel Cologna Veneta, la squadretta del centro che lo ha visto nascere, viene presto adocchiato dagli osservatori del Verona e nell'estate del 1947 si trasferisce sotto la Scala. Nella stagione successiva inizia a farsi ammirare in serie B e nell'estate del 1949 raggiunge Palermo, ove Gipo Viani non esita a lanciarlo in serie A. Nelle due stagioni in Sicilia, fa progressi evidenti, che lo pongono all'attenzione di molte squadre di prima fascia. La spunta la Lazio di Remo Zenobi, quella che ancora oggi è famosa per la "difesa di ferro" e a Roma conferma di essere un centrocampista di grande livello. Non sbaglia una partita e conquista l'occhio della tifoseria biancoceleste con le sue movenze ispirate da grande eleganza. Sa tamponare il gioco avversario con il cesello, ma soprattutto eccelle nella fase di appoggio al gioco dei propri avanti, anche se gli manca il tiro. Se avesse anche quello, sarebbe da Nazionale, e invece non avrà mai l'onore di vestire la maglia azzurra. Dopo sette stagioni all'ombra del Colosseo, durante le quali non sbaglia una gara e assiste all'inizio del baratro predisposto da Vaselli e Tessarolo con le loro follie a ripetizione, nell'estate del 1958 viene ceduto alla Juventus. Ormai, però, il tempo che avanza ha cominciato ad intaccare il suo rendimento e in bianconero riesce a trovare posto da titolare soltanto otto volte, anche se quando gioca i segni della sua sapienza tecnica sono sempre evidenti. Nella estate successiva, decide di prendere atto di essere ormai sul viale del tramonto e decide di abbandonare l'attività, prima di diventare patetico.

 
 Attenzione. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del sito può essere riprodotta neanche in maniera parziale, se non chiedendo espressa autorizzazione. Eventuali trasgressori saranno puniti a norma di legge.