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Anno

Squadra

Serie PT RT
1949-50 Carpi
1950-51 Reggiana
B
34
7
1951-52 Milan
A
27
6
1952-53 Milan
A
33
7
1953-54 Milan
A
31
5
1954-55 Milan
A
27
7
1955-56 Milan
A
18
1
1956-57 Udinese
A
33
5
1957-58 Genoa
A
33
6
1958-59 Genoa
A
25
3
1959-60 Genoa
A
23
1
1960-61 Genoa
B
26
1
1961-62 Genoa
B
2
-
Dati anagrafici
Cognome Frignani Nome Amleto
Nato a Fossoli di Carpi (Modena) Data 01/03/1932
Altezza 1,74 Peso 73
Esordio 7/10/51, Como-Milan 1-2 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 14
 6
28/12/1952
Italia-Svizzera 2-0

 

La Reggiana lo scova a Carpi e gli affida una maglia da titolare per il torneo di serie B del 1950-51. Una scelta coraggiosa, in considerazione della giovanissima età, ma anche ponderata, visto quello che ha già fatto vedere. E' considerato una grande promessa e in effetti conferma tutto il bene che si dice di lui, diventando un punto fermo degli emiliani pur in un torneo difficile come quello cadetto, ove i difensori non si fanno pregare per fermare con ogni mezzo gli avversari troppo intraprendenti. Gli osservatori del Milan si appuntano il suo nome, e alla fine della stagione l'affare è fatto, con la sua partenza verso la metropoli lombarda. Ove non ci mette molto a farsi notare, tanto da conquistarsi una maglia da titolare pur in una squadra che è piena zeppa di campioni. A partire da Gren, che lo prende in simpatia (tecnica) e gli serve palloni al bacio sulla fascia da tramutare in fughe e assist per la testa di Nordhal, il Pompierone che sui suoi traversoni va a nozze. E' rapidissimo e ha discreta tecnica che gli consente di eludere la marcatura degli avversari, se vede il pertugio ci si infila e prova ad andare direttamente alla conclusione, ma sopratutto è altruista e capisce che per buttare la palla in fondo al sacco, la cosa migliore è buttarla al centro, ove lo svedese non ha rivali. Presto arriva anche in Nazionale, ove si fa rispettare ed  capace di segnare uno dei goal più rapidi della storia della nostra selezione nazionale, contro l'Argentina, quando gli bastano ventotto secondi per battere il portiere avversario. L'unico limite, è una certa discontinuità che si presenta soprattutto quando c'è aria di battaglia. In quelle giornate latita un poco, in quanto il suo gioco lineare ed elegante, mal si adatta alla contesa vibrante, anche se è un limite che gli viene perdonato da tifoserie e compagni di squadra. Va tutto bene, almeno sino a quando non arriva la mala sorte sotto forma di una gamba fratturatagli da Comaschi, in una gara con il Napoli. La dirigenza non crede in un suo recupero e lo sbologna all'Udinese, ove invece riprende a giocare sui consueti livelli. In Friuli rimane una sola stagione, per poi dirigersi a Genova, sponda rossoblu', ove rimarrà sino alla fine della carriera, giocando ancora su buoni livelli che ne confermano la levatura. Solo nell'ultima stagione, il 1961-62, fa capire di essere ormai alla frutta: alla fine dell'anno saluta la compagnia e abbandona il calcio giocato.  

 

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