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Anno

Squadra

Serie PT RT
1952-53 Milan
A
1
-
1953-54 Milan
A
1
-
1954-55 Milan
A
13
-
1955-56 Triestina
A
25
-
1956-57 Milan
A
34
-
1957-58 Milan
A
32
4
1958-59 Milan
A
34
1
1959-60 Milan
A
32
1
1960-61 Roma
A
31
1
1961-62 Roma
A
34
-
1962-63 Roma
A
34
-
1963-64 Roma
A
29
1
1964-65 Sampdoria
A
19
-
1965-66 Casale
D
24
5
1966-67 Casale
D
25
6
1967-68 Casale
D
16
-
Dati anagrafici
Cognome Fontana Nome Alfio
Nato a Tradate (Varese) Data 07/11/1932
Altezza 1,72 Peso 71
Esordio 8/2/53, Spal-Milan 1-1 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 3
 -
26/05/1957,
Portogallo-Italia 3-0

 

Cresce nelle minori del Milan, e si mette subito in mostra come uno dei migliori prodotti del vivaio rossonero. Sono in molti a spingersi nel pronosticargli un sicuro avvenire e la dirigenza, nel 1955-56, decide di mandarlo a Trieste a farsi le ossa. L'intento è chiaro: fare in modo che possa misurarsi con una realtà difficile e vedere la reazione di fronte alle prevedibili complicazioni. La risposta è ottima, tanto che nel capoluogo giuliano rimane un solo anno: le prestazioni inanellate e la sicurezza con cui ha giostrato in quel torneo con la Triestina, convincono la dirigenza rossonera a riportarlo a casa. Negli anni successivi, diventa uno dei fidi scudieri di Pepe Schiaffino, supportando col suo movimento il regista uruguagio e diventando un punto fermo dei diavoli milanesi. La sua continuità di rendimento, gli vale anche l'ingresso nel giro azzurro, ove però si dovrà scontrare con una forte concorrenza tanto da vedere limitato il suo ruolino in Nazionale ad appena tre presenze. Mediano grintoso, ma anche capace di giocare con sufficiente disinvoltura il pallone, usa mettersi a disposizione degli interni, coprendone con molta intelligenza le spalle, dote molto apprezzata dagli allenatori che lo hanno alle loro dipendenze. E quando occorre, è pronto ad inserirsi sulla linea dei terzini, grazie ad una vivida intelligenza tattica che gli permette di ricoprire più ruoli. Nell'estate del 1960, il Milan decide di monetizzare la sua cessione, e quella di Schiaffino, cedendo entrambi alla Roma. All'ombra del Colosseo, Fontana continua a giocare con profitto, di solito a terzino, convincendo tutti sulla bontà dell'operazione che lo ha portato in giallorosso. La Roma di quegli anni è una squadra molto umorale, capace di tutto, nel bene e nel male. Tra tanti campioni, lui non sfigura di certo, anzi, si mette volentieri a disposizione in qualità di gregario di lusso e trova molto apprezzamenti nella tifoseria, anche se i risultati di squadra non saranno mai pari alle smodate attese di inizio campionato. Vince comunque una Coppa Italia e una Coppa della Fiere, arricchendo ulteriormente il suo già pingue carniere di trofei. La sua stagione romana termina dopo quattro ottime annate, a causa di un dissidio con Evangelisti che gli costa la cessione alla Sampdoria, ove il suo rendimento cala di colpo, come se la partenza da Roma sia stata una mazzata troppo pesante. Una sola stagione sotto la Lanterna e poi tre tornei in serie D con il Casale, nobile decaduta alla ricerca di una improbabile rinascita, prima del definitivo addio al calcio giocato.

 
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