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Anno Squadra Serie PT RT
1960-61 Inter

A

3 1
1961-62 Inter

A

15

-

1962-63 Inter

A

31 4
1963-64 Inter

A

33

4

1964-65 Inter

A

32

2
1965-66 Inter

A

32

10

1966-67 Inter

A

34 4
1967-68 Inter

A

28

7

1968-69 Inter

A

30 6
1969-70 Inter

A

27

5

1970-71 Inter

A

30 5
1971-72 Inter

A

27

4

1972-73 Inter

A

29 1
1973-74 Inter

A

28

2

1974-75 Inter

A

23 -
1975-76 Inter

A

28

3

1976-77 Inter

A

27 1
1977-78 Inter

A

18

-

Dati anagrafici
Cognome Facchetti Nome Giacinto
Nato a Treviglio (Bergamo) Data 18/07/1942
Altezza 1,88 Peso 85
Esordio 21/5/61, Roma-Inter 0-2 Ruolo Libero
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 83

3

27/3/1963,
Turchia-Italia 0-1


 

E' il primo terzino volante del nostro calcio. La sua carriera si svolge tutta all'interno dell'Inter, ove fa il suo esordio giovanissimo, mostrando di essere il classico predestinato. Helenio Herrera intuisce subito che quello spilungone ha qualcosa in più rispetto agli altri e gli affida una maglia da titolare che lui non si toglierà più. Forte in fase difensiva, sfrutta la sua altezza nel gioco di testa e possiede una tecnica inusitata per un semplice terzino. Infatti, lui la sfrutta per trasformarsi presto in attaccante aggiunto e in tal modo diventa una arma tattica devastante per l'Inter euromondiale, in quanto è il primo ad attaccare e a difendere, donando un uomo in più al centrocampo quando sale a sostegno della azione offensiva. Naturalmente, anche la Nazionale si accorge presto di lui e il suo esordio avviene a soli ventidue anni, in Turchia. In azzurro arriverà ad essere primatista di presenze, collezionando la bella cifra di 83 gare, in tempi in cui si gioca di meno e disputerà ben tre mondiali. Intanto però, è l'Inter a giovarsi delle sue prestazioni di alto livello. Con Tarcisio Burgnich forma una di quelle coppie di terzini destinate a restare nella storia del nostro football, anche se i due sono molto diversi. Il friulano, infatti, è il tipico terzino roccioso di cui è piena la tradizione del calcio italiano e non si permette certo le giocate di classe di cui invece Facchetti è generoso dispensatore. Anche dal punto di vista estetico colpisce immediatamente, con la sua corsa elegante e la testa sempre alta, per vedere gli eventuali sviluppi del gioco. La sua intelligenza, lo porta nella seconda fase della carriera a spostarsi nel ruolo di libero e anche qui, fa vedere la sua pasta. Interpreta il ruolo con grande intelligenza, senza limitarsi a rompere il gioco avversario, ma cercando sempre di sostenere il proprio. E anche come libero, riesce a ritagliarsi un posto in Nazionale, anche se sarà coinvolto nel disastro tedesco del 1974, nel quale, comunque, è uno dei meno colpevoli. Termina la carriera nel 1977-78, alla bella età di trentasei anni, dopo di che va a fare, con la consueta signorilità, il dirigente della sua Inter.

 

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