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Anno

Squadra

Serie PT RT
1930-31 Pro Vercelli A 4 -
1931-32 Pro Vercelli A 34 -
1932-33 Pro Vercelli A 28 1
1933-34 Juventus A 10 1
1934-35 Juventus A 14 1
1935-36 Juventus A 24 -
1936-37 Juventus A 14 -
1937-38 Juventus A 23 -
1938-39 Juventus A 30 1
1939-40 Juventus A 30 -
1940-41 Juventus A 29 2
1941-42 Juventus A 30 -
1942-43 Juventus A 24 1
1944 Juventus A 23 1
1945-46 Juventus A 32 1
1946-47 Juventus A 28 -
1947-48 Juventus A 31 1
1948-49 Juventus A 17 -
1949-50 Torino A 21 -
1950-51 Torino A 9 -
Dati anagrafici
Cognome Depetrini Nome Teobaldo
Nato a Vercelli Data 12/03/1913
Altezza ND Peso ND
Esordio 31/5/31, P.Vercelli-Modena 3-0 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 12
 -
17/05/1936
Italia-Austria 2-2

 

Comincia a dare calci alla Veloces di Vercelli, la stessa squadra che ha regalato Piola e Ferraris II al calcio italiano, e già questa è una garanzia. Entra quindi nel settore giovanile della Pro Vercelli e fa il suo esordio in serie A a soli 18 anni, dimostrando subito grandi doti. E' un mediano dotato di straordinaria aggressività e vitalità, ma ha anche due piedi niente male, tanto che viene usato anche come ala o interno, all'occorrenza. Nel 1933 intorno a lui si scatena l'asta, che viene vinta dalla Juventus, la quale non si dovrà mai pentire dell'investimento. Deve aspettare il ritiro di Bertolini per trovare un posto da titolare fisso, ma poi non esce più di squadra. Anche Pozzo lo nota e lo porta in azzurro, ove gioca dodici gare in un ruolo nel quale c'è una grandissima e qualificata concorrenza. La cosa che salta all'occhio, nel suo gioco, è la smisurata generosità. Comincia a correre al fischio iniziale e smette solo quando le giacchette nere emettono il triplice fischio di chiusura, per lui la parola "resa" non esiste nel vocabolario e se proprio si deve perdere, lo si deve fare dopo aver dato tutto. Nella Juventus rimane sino all'estate del 1949, quando viene chiamato dal destino all'ingrato compito di dover dare una mano a ricostruire la squadra granata. Valentino e compagni sono appena periti contro il muraglione di Superga e Novo gli chiede di indossare la maglia che è stata dei suoi maggiori rivali sino ad allora. Lui accetta e con la sua straordinaria dedizione fuga anche le poche perplessità dei tifosi granata, che gradiscono enormemente il suo modo garibaldino di giocare, passando sopra ai suoi trascorsi. E' il canto del cigno e dopo due anni smette con il calcio, coi quaranta anni appena dietro l'angolo.

 

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