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Anno

Squadra

Serie PT RT
1958-59 Betis Sevilla A 25 3
1959-60 Betis Sevilla A 15 3
1960-61 Real Madrid A 29 16
1961-62 Real Madrid A 26 5
1962-63 Juventus
A
33
6
1963-64 Juventus
A
33
6
1964-65 Juventus
A
27
2
1965-66 Juventus
A
29
2
1966-67 Juventus
A
28
1
1967-68 Juventus
A
24
1
1968-69 Juventus
A
29
1
1969-70 Juventus
A
25
1
1970-71 Roma A 23 4
1971-72 Roma A 27 -
1972-73 Betis Sevilla
A
17 -
Dati anagrafici
Cognome Del Sol Nome Luis
Nato a Arcus de Qalon (Spagna) Data 06/04/1935
Altezza 1,69 Peso 70
Esordio 16/9/62, Genoa-Juventus 0-0 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Si segnala al Betis Siviglia, come uno dei giovani emergenti del calcio spagnolo. Lo preleva perciò il Real Madrid, ove arriva, puntuale come una cambiale, la conferma. Del Sol è un vero e proprio motorino di centrocampo che usa ricoprire in lungo e in largo il rettangolo di gioco. Alla grande attività motoria, unisce però doti tecniche non indifferenti, la capacità di costruire il gioco come un regista e una capacità di giostrare sotto porta non comune per un giocatore che pedala come lui. Nonostante usi scaricare il contachilometri nel corso della gara, riesce a conservare una buona lucidità nelle conclusioni e nella rifinitura aggiungendo perciò grande qualità al suo gioco. Con la Casa Bianca, la sua crescita prosegue in maniera esponenziale e presto la sua fama si sparge in tutta Europa, rendendolo obiettivo appetibile per chi voglia rinforzare il proprio centrocampo con un giocatore che ne vale due. Nel 1962 lo chiama la Juventus e a Torino diventa un punto fermo, per effetto di una continuità di rendimento incredibile. Otto stagioni in bianconero, durante le quali le gare sbagliate si contano sulle dita di una mano e diventa un beniamino del pubblico juventino. Soprattutto il "movimiento" di Heriberto Herrera lo esalta: uno come lui, che non si ferma neanche con le cannonate si trova a meraviglia nel tourbillon disegnato dal meno famoso degli Herrera e conferma di essere un pedalatore in smoking. Poi, nell'estate del 1970, scoppia la bagarre per l'acquisto da parte della Juventus dei tre gioielli romanisti Capello, Spinosi e Landini. Nella contropartita tecnica che prende la direzione di Roma, i due pezzi pregiati sono proprio lui e Zigoni. La sua cessione, del resto, è comprensibile: ormai ha la bellezza di 35 primavere e molti pensano che sia bollito. Invece, lui ci si mette di buzzo buono per dimostrare che non è ancora arrivato il momento di pensare ad altro. Arriva a Roma in ottime condizioni fisiche, e nei due campionati giocati in giallorosso, si conquista la simpatia della tifoseria, che ne apprezza enormemente serietà e bravura. In molti, anzi, rimpiangono di non averlo avuto prima, uno così, in una società che si è rovinata nel decennio precedente per scelte poco azzeccate fatte sul mercato estero. Lui non si fa pregare per dare tutto quello che ancora ha e, nell'estate del 1972 può tornare a casa a concludere una magnifica carriera.

 

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