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LA SQUADRA DEL DECENNIO

Molte squadre si mettono in luce nel dopo Superga. La Juve "danese" caratterizza la prima parte del decennio insieme al Milan di Gre-No-Li e all'Inter di Nyers e Wilkes. La squadra monstre del decennio è però la Fiorentina 1955-56, una macchina perfetta guidata da Julinho e da Montuori, nella quale gli italiani non lasciano certo a desiderare considerando che ben 9 viola indossano la maglia azzurra!

1949-50. E' la Juventus di Boniperti e John Hansen la prima a colmare il vuoto lasciato dal Grande Torino. Lo scudetto arriva al termine di un torneo in cui la resistenza più accanita viene dal Milan del trio Gre-No-Li, che però non riesce a tenere il passo dei bianconeri se non fino alla venticinquesima giornata mentre l'Inter si piazza al terzo posto a distanza siderale dai neocampioni, senza mai dare l'impressione di poter lottare per il titolo, pur potendo godere delle straordinarie prestazioni di Istvan Nyers e dell'olandese Wilkes, appena arrivato dal suo paese a confermare la classe cristallina di cui era accreditato.

1950-51. A distanza di 44 anni dall'ultimo titolo, torna finalmente sul gradino più alto del podio il Milan, dopo un finale che mette a rischio le coronarie di tifosi e dirigenti rossoneri. Alla penultima giornata infatti il Milan rimette tutto in discussione perdendo in casa con la Lazio e deve attendere la notizia della concomitante sconfitta dell'Inter a Torino per poter festeggiare. A trascinare i rossoneri è il trio svedese formato da Nordhal, Liedholm e Gren, un trio di grandi campioni che segna un'epoca del nostro calcio. Solo la Juventus riesce ad inserirsi nella lotta senza quartiere tra le milanesi, ma dopo aver guidato per 23 giornate la classifica, cede al ritmo indiavolato imposto dalle battistrada.

1951-52. Nell'ultimo campionato a 20 squadre, domina il torneo la Juventus dei grandi campioni nordici e del ragazzo prodigio Boniperti che lascia a ben sette punti di distacco i più immediati inseguitori (il Milan) e poche recriminazioni per un esito subito chiaro. Il Milan che ha confermato l'organico dell'anno precedente e l'Inter allenata da Aldo Olivieri, non riescono a reggere l'andatura dei bianconeri e debbono accontentarsi delle piazze d'onore
. Il campionato italiano in questo lasso di tempo, sembra ridursi ad un triangolare, troppo netto è il distacco tra il trio di testa e le altre, tra le quali comincia a farsi notare la Fiorentina.

IL GIOCATORE DEL DECENNIO

La palma del migliore spetta a Juan Alberto Schiaffino, regista di grana sopraffina che, dopo aver condotto la Celeste alla clamorosa vittoria del mondiale 1950 ai danni del Brasile, veste la maglia rossonera. Doti tecniche e carisma da vero leader ne fanno il faro di un Milan grandissimo, Dismessa la casacca rossonera, va alla Roma, ove fa da chioccia ad un giovanissimo Picchio De Sisti.

1952-53. Il ritorno del campionato a 18 squadre, segna il turno dell'Inter, trascinata dal "grande Etienne", Istvan Nyers e da una difesa che applica al meglio il nascente catenaccio elaborato dal suo tecnico Foni, limitando al minimo i rischi per la difesa. I nerazzurri al termine della stagione precedono nell'ordine Juventus e Milan in un torneo dominato da cima a fondo dalle grandi del Nord. Nelle ultime giornate però, l'Inter rischia grosso e termina col fiatone vedendo risucchiato quasi tutto il suo vantaggio da una Juventus che rinviene fortissima, ma non riesce a colmare il buco prodotto in precedenza dai nerazzurri.

1953-54. L'Inter, trascinata ancora una volta dal grandissimo Nyers e dal suo degno compare Skoglund, bissa il successo dell'anno precedente, ai danni di una Juventus che cede soltanto sul filo di lana, al termine di un'annata entusiasmante e piena di colpi di scena. Assai meno entusiasmante è il comportamento della Nazionale italiana ai mondiali svizzeri che si tengono alla fine dell'anno. Gli azzurri infatti, escono al primo turno per mano dei padroni di casa e confermano, se mai ce ne fosse bisogno, quanto è grande la perdita del Grande Torino per il calcio italiano e quanto sia difficile porvi rimedio.

1954-55. "Pepe" Schiaffino, dall'alto del suo magistero calcistico, guida il Milan al titolo davanti all'Udinese capitanata dal mitico "Raggio di luna" Selmosson e alla Roma allenata da Jesse Carver, unica squadra che riesce seriamente ad impensierire i rossoneri, andandoli addirittura a battere a domicilio e riaprendo un torneo che sembrava già chiuso. Poi però i giallorossi, stupiti da tanta grazia, si fanno sorprendere in casa dalla Fiorentina e vanificano il lavoro fatto in precedenza, consegnando su un piatto d'argento il titolo ai rossoneri, cui non resta che ringraziare a presentarsi a riscuotere il giusto premio.

 

L'ALLENATORE DEL DECENNIO

La scelta si riduce a Bernardini e Carver. Il primo crea il capolavoro della Fiorentina campione per la prima volta nella sua storia, il secondo porta ad un passo dal titolo la Roma e la Lazio. La palma va però al Dottor Sottile, grande interprete del Sistema e allenatore capace di portare lo scudetto nel capoluogo toscano e, qualche anno dopo, a Bologna, dove non si vinceva più da oltre 20 anni.

1955-56. Il torneo è dominato da una stratosferica Fiorentina, nella quale si mette in mostra come leader il brasiliano Julinho, vero artista del calcio, e assemblata magistralmente dal "Dottore" Fulvio Bernardini. La squadra gigliata, si dimostra un meccanismo pressochè perfetto, domina da cima a fondo e perde, forse a causa della deconcentrazione la sua unica partita, all'ultima giornata, sul campo di Marassi, quando la conquista dello scudetto è avvenuta già da un pezzo.

1956-57. Ancora il "Pepe" Schiaffino sugli scudi. E' proprio il grandissimo regista sudamericano, ormai entrato di diritto nel novero dei grandissimi del calcio italiano di tutti i tempi, il grande protagonista dello scudetto vinto dal Milan, del quale è ormai la guida riconosciuta. Alle spalle dei rossoneri arriva la Fiorentina di Fulvio Bernardini, leggermente in declino rispetto alla squadra maestosa che nell'annata precedente aveva letteralmente annichilito la concorrenza e sbriciolato ogni primato.

1957-58. La Juventus vince lo scudetto della prima stella, davanti alla ormai solita Fiorentina, trainata da Sivori e dal panzer gallese Charles che, uno con la sua inimitabile tecnica e l'altro con una potenza fisica devastante formeranno una delle migliori coppie di attaccanti mai viste sui campi della penisola. Ai viola, allenati ancora da Fulvio Bernardini, non resta che la consolazione di una conferma ad altissimi livelli, che però non porta nulla in bacheca.

1958-59. Il Milan corona nel migliore dei modi il suo grande decennio, vincendo il quarto titolo di questo periodo e mettendo in mostra, oltre ai soliti grandissimi Schiaffino e Liedholm, due centrocampisti che saranno a lungo ricordati dagli appassionati della penisola, un micidiale attaccante di scuola brasiliana, Josè Altafini (detto Mazzola in patria in quanto le sue fattezze ricordano il grande Valentino scomparso a Superga dieci anni prima). A contendere lo scudetto ai rossoneri son la Fiorentina e l'Inter, che conquistano le piazze d'onore.