ARCHIVIO STORICO
 HOME

 STORIE

 SQUADRE

 CAMPIONATI

 GIOCATORI

 COPPA ITALIA

 MONDIALI

 BIG MATCH

 COMMUNITY

 LINKS

 CREDITS

 CONTATTI

 

DAI PIONIERI AL BOOM

Gli anni '20 introducono il nostro calcio all'epoca del Girone Unico, col quale comincia l'epoca d'oro dello stesso. Le vittorie della Nazionale ai Mondiali del 1934 e 1938, consolidano il gradimento dello sport pedatorio e fanno del calcio un vero e proprio fenomeno di costume. L'epopea del Grande Torino e la discesa nella penisola dei grandi assi stranieri.

1919-29. Il decennio successivo alla prima Guerra Mondiale è quello in cui il calcio italiano lascia la dimensione artigianale e si avvia sulla strada del professionismo. E' un decennio di grandi trasformazioni, caratterizzato dal dissidio tra chi pensa ad un calcio improntato all'ideale olimpico e chi invece pensa che sia impossibile arrestare l'inevitabile progresso e l'introduzione di criteri manageriali. Dissidio che sfocia nella scissione del 1922, a seguito della quale si giocano due tornei, ricomposta nell'anno successivo. E' il decennio delle grandissime provinciali, come Pro Vercelli e Genoa, ma anche quello della nascita di future grandi del nostro calcio, a partire da Roma, Napoli e Fiorentina. E anche il regime scopre l'importanza propagandistica del calcio, con conseguenze spesso funeste. 

1929-39. Inizia l'era del girone unico, che porta il calcio a diventare un vero e proprio fenomeno di costume, tanto da essere usato dal regime fascista come mezzo di propaganda. Il calcio entra in maniera stabile nelle domeniche degli Italiani e smuove grandi passioni, anche per effetto della doppia vittoria della Nazionale di Pozzo ai Mondiali del 1934 e 1938. Guidate da stranieri fortissimi, tra cui moltissimi oriundi (basti ricordare Monti, Orsi, Guaita, Andreolo, solo per ricordarne alcuni) strappati al Sud America tra roventi polemiche, si fanno notare soprattutto la Juventus dei cinque scudetti di fila, e il Bologna che "tremare il mondo fa". Nel corso del decennio però, il calcio comincia ad unificare un paese che, sino ad allora si è visto spezzato dal dominio degli squadroni nordici, grazie alle ottime performances di Roma e Napoli.

1939-49. E', senza ombra di dubbio, il decennio del Grande Torino, la squadra più bella mai prodotta dal nostro calcio. Sotto la sapiente guida di Novo ed Erbstein, e trascinato dal grandissimo Valentino Mazzola, lo squadrone granata domina il lotto senza lasciare neanche le briciole agli altri, sino al tragico schianto sul muraglione di Superga, che priva il calcio italiano del suo asse portante e lascia un vuoto pressochè incolmabile. Da quel momento, e per molti anni, il calcio italiano perde quota a livello internazionale, pur continuando a godere dell'entusiastico apporto delle folle. In precedenza è da ricordare soprattutto il primo scudetto della Roma (1941-42), una vera impresa, visto che è la prima squadra del Centrosud a vincere il titolo.

E POI ARRIVO' IL CALCIOSCOMMESSE

Gli anni sessanta sono gli anni delle milanesi, che vincono in Italia e in campo internazionale. Torna finalmente alla vittoria la Nazionale, che trionfa agli Europei del 1968 e arriva in finale ai mondiali del Messico. Il decennio successivo è soprattutto quello del calcioscommesse, il più grande scandalo del calcio italiano.

1949-59. Dopo la sciagura di Superga, nuovi protagonisti cercano di colmare il vuoto lasciato da Mazzola e compagni e si affacciano al proscenio, rinnovando l'interesse delle folle per un calcio sempre più protagonista della vita del paese. Sotto la guida dei loro stranieri, tornati in massa nel calcio del nostro paese, si fanno notare soprattutto la Juve di Hansen e Martino, l'Inter di Skoglund, Nyers e Wilkes, il Milan del trio Gre-No-Li e la Fiorentina del grandissimo Julinho. Meno brillante è la Nazionale, che continua a risentire del vuoto lasciato dalla sciagura di Superga, tanto da mancare la qualificazione ai mondiali del 1958, in Svezia. Sarà il primo e ultimo mondiale senza la nostra selezione.

1959-69. Il decennio delle squadre milanesi. Guidate da Helenio Herrera e da Rocco, Inter e Milan vincono scudetti e coppe internazionali, caratterizzando in maniera prepotente tutto il periodo in questione e rilanciando alla grande l'immagine del nostro calcio, appannata da tanti anni di insuccessi. Anche la Juve, dopo i fasti di Sivori e Charles, deve inchinarsi alla superiorità delle grandi meneghine, anche se non manca, di tanto in tanto, di piazzare le sue unghiate, come quella che la porta a vincere lo scudetto del 1966/67 all'ultima giornata. Da segnalare anche l'ultimo scudetto (1964-65) del Bologna, guidato dal mitico Fuffo Bernardini, uno scudetto reso molto controverso dalle vicende che precedono lo spareggio di Roma. Il 1968 è anche l'anno in cui la Nazionale italiana torna alla vittoria, all'Europeo di Roma.

1969-79. Oltre alla solita Juve, che fa incetta di titoli anche nel corso di questo decennio, si fanno notare la Lazio di Maestrelli e Chinaglia (primo titolo della sua storia) e il Torino dei "Gemelli del goal", che torna sulla vetta dopo la sciagura di Superga. Da ricordare anche l'unico scudetto del Cagliari, trainato da Rombo di Tuono, al secolo Gigi Riva e guidato in panchina da un personaggio unico come il "filosofo" Scopigno, e l'ultimo titolo della Fiorentina, il secondo della sua storia. La Nazionale va avanti tra alti e bassi. Arriva in finale ai Mondiali messicani, perdendo col Brasile, ma esce subito in Germania nel 1974. E nel 1978, la Nazionale più bella non va oltre il quarto posto per effetto di alcuni clamorosi errori di Dino Zoff. La strada è però tracciata.

IL CAMPIONATO PIU' BELLO DEL MONDO

Il ritorno degli stranieri cancella in parte gli effetti dello scandalo del calcioscommesse. Il duello tra la Roma e la Juventus infiamma la prima parte degli anni '80. Lo scudetto arriva anche a Napoli. Il Mondiale dell'82 conferma lo stato di grazia del nostro calcio. Coi grandi stranieri, il campionato italiano diventa il più bello del mondo.

1979-89. La sfida tra Juventus e Roma, infiamma l'arco del decennio, coi giallorossi che riescono infine a vincere il secondo titolo della loro storia. I duelli verbali tra Viola e Boniperti, presidenti delle due grandi in questione, caratterizzano le prime pagine dei quotidiani sportivi. Ma non solo loro, poichè si fanno notare anche il Verona di Bagnoli, che vince il suo unico titolo ad oggi e il Napoli, che riesce finalmente a cucirsi lo scudetto sul petto, facendo esplodere di gioia il capoluogo campano. E' anche il decennio caratterizzato da alcuni dei più grandi campioni che abbiano mai calcato i campi italiani, come Maradona, Falcao e Platini. La Nazionale vince il Mondiale di Spagna tornando sul tetto del mondo.

1989-99. La scena di questo periodo, dopo lo scudetto vinto dalla Sampdoria di Vialli e Mancini, è totalmente occupata da Milan e Juve. Il Milan degli olandesi (Gullit, Rijkard e Van Basten) domina la prima parte del decennio per poi lasciare la scena alla Juventus di Lippi, una squadra che fa della straripante forza fisica la sua principale caratteristica. E' un vero e proprio duopolio quello instaurato dalle due squadre, che relegano in assoluto secondo piano il ritorno di un Moratti alla guida dell'Inter. Nonostante le spese folli, per il patron nerazzurro non c'è spazio. La Nazionale va ripetutamente vicina al quarto titolo mondiale, in particolare al Mondiale americano, ma una buona dose di sfortuna glielo nega.