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Anno

Squadra

Serie PT RT
1957-58 Milan
A
9
5
1958-59 Milan
A
30
16
1959-60 Milan
A
21
9
1960-61 Torino
A
26
5
1961-62 Milan
A
17
8
1962-63 Torino
A
20
3
1963-64 Catania
A
31
7
1964-65 Catania
A
26
12
1965-66 Atalanta
A
28
5
1966-67 Atalanta A 28 6
1967-68 Atalanta A 24 5
1968-69 Fiorentina
A
2 -
1969-70 Mantova B 17 2
Dati anagrafici
Cognome Danova Nome Giancarlo
Nato a Sesto San Giovanni (Milano) Data 18/11/1938
Altezza 1,67 Peso 64
Esordio 16/2/58, Sampdoria-Milan 0-2 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

E' un attaccante dalla sconcertante discontinuità. Se azzecca la giornata, per gli avversari sono dolori, perchè ha classe ed estro, ma se si alza con la luna storta, diventa un peso per la sua squadra. Per sua fortuna, la luna gli gira per il verso giusto abbastanza spesso, per cui riesce a fare una ottima carriera. Sin dagli inizi, mostra di essere un giocatore importante. Le sue giocate, spesso imprevedibili, le volate irresistibili sulla fascia e le stoccate in porta, gli procurano subito la simpatia della folla milanista. Che si traduce in adorazione nel corso del secondo anno, quando fornisce un grande contributo al settimo scudetto rossonero. Segna sedici reti e si trasforma in un flagello per le pur munite retroguardie avversarie. Ormai sembra sul punto della consacrazione e invece denota qualche passaggio a vuoto. Le reti sono sempre tante, ma quella maledetta propensione a lasciare la squadra in dieci, diventa più frequente, tanto che alla fine del 1959-60 la dirigenza rossonera preferisce spedirlo a Torino, sponda granata. Negli anni successivi sarà un andirivieni sulla rotta Milano-Torino, sino a quando, nell'estate del 1963, il Catania pensa a lui come rinforzo ottimale per affrontare senza eccessivi patemi la serie A appena conquistata. In Sicilia gioca due annate da incorniciare e trascina la sua squadra alla salvezza, facendo letteralmente innamorare la tifoseria etnea. Poi, però, il Catania decide di monetizzare e lo cede all'Atalanta. E proprio con gli orobici, comincia leggermente a declinare. Con il tempo, il suo rendimento si è stabilizzato, ma l'età comincia a farsi sentire e sul finire del 1967-68, i segni del declino si fanno più insistenti. Il crollo vero e proprio, avviene però nel 1968-69, quando deve assistere da spettatore allo scudetto che i suoi compagni viola si cuciono sulla maglia. Ancora un anno a Mantova, tra i cedetti e poi tira le somme, appendendo gli scarpini al chiodo.  

 

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