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Anno

Squadra

Serie PT RT
1955-56 Udinese B
2
-
1956-57 Udinese A
13
-
1957-58 Udinese A
15
-
1958-59 Roma A
3
-
1959-60 Roma A
4
-
1960-61 Roma A
26
-
1961-62 Roma A
30
-
1962-63 Roma A
28
-
1963-64 Roma A
23
-
1964-65 Roma A
23
-
1965-66 Roma A
29
-
1966-67 Brescia A
18
-
1967-68 Milan A
18
-
1968-69 Milan A
29
-
1969-70 Milan A
27
-
1970-71 Milan A
23
-
1971-72 Milan A
30
-
Dati anagrafici
Cognome Cudicini Nome Fabio
Nato a Trieste Data 20/10/1935
Altezza 1,91 Peso 81
Esordio 2/12/56, Udinese-Palermo 2-0 Ala Portiere
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Il "ragno nero": così viene chiamato Fabio Cudicini dai tifosi milanisti e dalla stampa specializzata negli anni '60. Cresciuto nell'Udinese, si afferma come una grande promessa alla fine del decennio precedente e la Roma lo preleva per fungere da riserva all'ottimo Panetti. Quando questi mostra i primi segni di logorio, Cudicini ne prende il posto e conferma le ottime referenze di cui gode. Altissimo, ha il pregio di sapersi piazzare nel modo migliore, per cui non ha bisogno di dar luogo a parate spettacolari. Naturalmente, la sua altezza lo aiuta nelle uscite alte e lo limita nei movimenti rapidi, ma questi piccoli difetti sono compensati dal fatto di poter distendersi con tutta la sua lunghezza. Dopo sette stagioni in cui ha saputo far convergere sulla sua persona l'apprezzamento unanime della tifoseria, arriva Pugliese e il suo carattere rude e grossolano provoca non poche difficoltà al portierone triestino. A rendere più difficile la situazione, concorrono anche  i ripetuti stiramenti dorsali che gli guadagnano il soprannome di "Rosenthal", a sottolinearne la fragilità fisica. Alla fine del 1966, la Roma lo cede al Brescia e ancora una volta, come per tanti altri ottimi giocatori di quel decennio, fa un grande errore. Dopo un solo anno con le rondinelle, è il Milan ad assicurarsene le prestazioni e Cudicini diventa una vera e propria colonna del grande squadrone di Rocco e Rivera. In rossonero vince scudetto, Coppa dei Campioni e Intercontinentale, risultando decisivo in più di una occasione, quando c'è da difendere il risultato. Incredibilmente, non riesce però mai a raggiungere la maglia della Nazionale, chiuso da Albertosi e Zoff, unico cruccio di una grande carriera.

 

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