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Anno

Squadra

Serie PT RT
1922-23 Liberty 1°D 1 -
1923-24 Liberty 1°D 10 1
1926-27 Liberty 1°D 16 3
1925-26 Liberty
1°D
14
11
1926-27 Liberty
1°D
13
7
1927-28 Bari

1°D

12
11
1928-29 Bari
DN
28
18
1929-30 Bari
B
34
14
1930-31 Roma
A
34
8
1931-32 Roma
A
33
9
1932-33 Roma
A
33
15
1933-34 Roma
A
28
6
1934-35 Roma
A
29
4
1935-36 Bari
A
30
6
1936-37 Bari
A
22
6
1937-38 Bari
A
5
-
1938-39 Bari
A
18
3
Dati anagrafici
Cognome Costantino Nome Raffaele
Nato a Bari Data 14/06/1907
Altezza ND Peso ND
Esordio 6/10/29, Alessandria-Roma 3-1 Ruolo Attaccante
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 23
 8
01/12/1929
Italia-Portogallo 6-1

 

Il sempre immaginifico Bruno Roghi lo definisce "Il Reuccio di Cortemaggiore" e lo consegna alle cronache del suo tempo in questa veste regale. Che merita tutta, se solo si considera che è il primo grande giocatore espresso dal Meridione nella storia del calcio italiano. Si rivela giovanissimo, a soli quattordici anni, nella Liberty di Bari, una squadra di cui nessuno si ricorderebbe se lui non ne avesse vestito la maglia e fa vedere subito di essere un fuoriclasse. Quando si forma la Bari, come viene chiamata all'epoca la squadra dei galletti, lui ne diventa l'indiscusso alfiere. Gli osservatori di tutti gli squadroni accorrono a frotte alle sue partite e anche il settore tecnico delle squadre nazionali si accorge di lui, tanto che nel 1929 fa il suo esordio in Nazionale, agli ordini di Vittorio Pozzo. I dirigenti della Roma, alla caccia di giocatori in grado di portare la squadra sempre più in alto, decidono di puntare su di lui e si presentano a Bari con una offerta che non si può rifiutare, nonostante la minaccia di sommossa dei tifosi baresi: settantamila lire alla società, sessantamila al giocatore. Per capire la grandezza della cifra, basti pensare che per costruire Testaccio si è spesa una cifra dodici volte superiore. Quello che sembra uno sproposito, non lo è. L'anno prima, nel corso di una tourneè del Bologna in Argentina, i cronisti locali, affascinati dalla sua bravura, lo hanno paragonato a Peucelle, vero e proprio mostro sacro del calcio platense dell'epoca. In un primo momento, Faele ha qualche difficoltà di ambientamento, ma una volta che il suo gioco si accorda con quello del resto della squadra, diventa chiaro il motivo per cui la Roma ha speso tanto. Costantino è una ala atipica: a differenza di quelle che vanno di moda al tempo, usa andare in progressione per poi servire i compagni meglio piazzati in area o concludere personalmente l'azione. Hugo Meisl, il noto inventore del Wunderteam, non ha difficoltà a definirlo migliore ala destra d'Europa in quel lasso di tempo. A Roma rimane per cinque stagioni, per poi tornare dove aveva cominciato, a Bari, dove disputa altre quattro stagioni nella massima serie, prima di appendere gli scarpini al chiodo e cominciare la carriera di allenatore.

 

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