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Anno

Squadra

Serie PT RT
1962-63 Salernitana
C
6
1
1963-64 Catania
A
4
-
1964-65 Catania
A
4
1
1965-66 Inter
A
1
-
1966-67 Brescia
A
25
-
1967-68 Roma
A
16
1
1968-69 Roma
A
19
3
1969-70 Roma
A
23
-
1970-71 Roma
A
29
2
1971-72 Roma
A
25
-
1972-73 Roma
A
24
1
1973-74 Roma
A
21
-
1974-75 Roma
A
27
-
1975-76 Roma
A
28
2
1976-77 Lazio
A
30
2
1977-78 Lazio
A
27
-
1978-79 Lazio
A
28
-
1979-80 Avellino
A
5
1
Dati anagrafici
Cognome Cordova Nome Franco
Nato a Napoli Data 21/06/1944
Altezza 1,80 Peso 74
Esordio 22/9/63, Genoa-Catania 0-2 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 2
 -
19/04/1975
Italia-Polonia 0-0

 

Inizia a giocare con la Flegrea Napoli, una squadretta della periferia napoletana, nonostante l'opposizione del padre. Proprio nel corso di una partita con la Flegrea, la Salernitana ad accorgersi di lui e ad assicurarselo. A soli 18 anni fa il suo esordio con i campani in terza serie e l'anno successivo spicca il volo verso Catania, il cui allenatore Di Bella si invaghito di lui. In Sicilia fa il suo esordio in serie A e convince l'Inter a puntare su di lui. La nebbia e il freddo di Milano, provocano per una prima frenata nella sua carriera e l'Inter decide di darlo al Brescia, sempre in serie A, ove disputa una buonissima stagione. A questo punto arriva la Roma, che propone lo scambio con Schutz e Cordova inizia la sua avventura romana. Che nei primi tempi funestata da quell'Helenio Herrera che gi lo ha avversato a Milano. Il Mago proprio non lo vede, nonostante il fatto che Cordova giochi sempre su ottimi livelli di rendimento e abbia cominciato a collezionare chiamate in Nazionale. Il periodo migliore, per lui, comincia con l'avvento di Liedholm, al quale sono sempre piaciuti i cosiddetti piedi buoni. E Cordova, ha veramente i piedi buoni, tanto che quando parte in dribbling, non lo ferma proprio nessuno. Diventa inamovibile nel progetto di gioco che diventa noto come "melone", una melina prolungata che ha il compito di limitare al massimo i rischi per la propria difesa. Fa anche l'esordio con la Nazionale, naturalmente quella dei piedi buoni di Bernardini, ma poi, il dissidio rimasto sempre latente con Anzalone, esplode in tutta la sua crudezza. Il presidente, appena i risultati cominciano a scarseggiare, decide di regolare i conti con il regista e lo sbologna al Verona. La risposta di Cordova clamorosa: rifiuta di lasciare Roma e passa infatti alla Lazio, dando la stura a clamorose polemiche e recriminazioni da parte della tifoseria. Ma il dado, ormai, tratto.

 

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